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Turchia, assalto nella sede del partito di Erdogan: arrestato un uomo

01 aprile 2015 | 12.00
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Una donna è stata uccisa dalla sicurezza turca mentre, insieme a un secondo assalitore, tentava di colpire la sede della polizia di Istanbul. Qualche ora prima, un uomo armato si era introdotto negli uffici dell’Akp, il partito di Erdogan. Gli attacchi il giorno dopo il sequestro di un magistrato, finito in tragedia. Ventinove arresti per il sequestro e la morte del giudice. Erdogan: "Vicenda va presa sul serio, non è un fatto minore"

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(Foto Afp) - AFP
- AFP

Una donna kamikaze è stata uccisa dalla sicurezza turca mentre, insieme a un complice, tentava di colpire la sede della polizia di Istanbul. Lo rivela l'agenzia di stampa turca Dogan, riferendo che le forze della sicurezza turca hanno sparato contro i due assalitori, uccidendo la donna. Nella sparatoria sono rimasti feriti anche due poliziotti. (Guarda il video) . La donna kamikaze uccisa dalla polizia

Secondo la ricostruzione, i due assalitori hanno sparato contro i poliziotti di guardia all'ingresso della sede della polizia nel distretto di Fatih, a Istanbul. Gli agenti hanno risposto al fuoco e ucciso la donna, che aveva con sé una bomba, come spiega il governatore di Istanbul Vasif Sahin. L'uomo che era con lei, e che ha tentato la fuga nonostante fosse rimasto ferito, è stato arrestato.

Qualche ora prima, un uomo armato si era introdotto negli uffici dell’Akp, il partito islamico del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nel quartiere Kartal di Istanbul. Immediatamente sono intervenute le unità speciali delle forze di sicurezza turche che nel giro di pochissimo tempo lo hanno arrestato. Lo riferisce il sito del quotidiano Hurriyet. In precedenza l'agenzia Dogan aveva riferito che l'assalto era stato compiuto da due uomini. L'assalitore, dopo aver ordinato a tutti i presenti di uscire, si era posizionato all'ultimo dei sette piani dell'edificio e ha esposto su una finestra del palazzo una bandiera della Turchia che mostra, oltre alla mezzaluna e alla stella, una spada. Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto.

Gli attacchi sono avvenuti il giorno dopo l'assalto, da parte di due militanti dell'organizzazione marxista Dhkp-C, che hanno preso in ostaggio il procuratore Mehmet Selim Kiraz all'interno del tribunale di Istanbul. La vicenda si è conclusa con l'uccisione dei due terroristi da parte della polizia e il ferimento del procuratore, che poco dopo è morto in ospedale.

Oggi il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha spiegato che le indagini stanno facendo luce sui rapporti con l'estero dei due terroristi coinvolti nel sequestro e nell'uccisione del procuratore Mehmet Selim Kiraz. I due avrebbero effettuato telefonate internazionali durante l'attacco: ''Questi terroristi - ha detto - hanno fatto alcune telefonate internazionali durante l'attentato terroristico. Nessuno pensi che questo attacco così atroci resti senza risposta. Scopriremo da dove venivano date le direttive e avremo informazioni sulla rete terroristica che hanno formato''. Quindi ha annunciato che il Tribunale di Caglayan sarà intitolato a al procuratore Mehmet Selim Kiraz, definito un ''martire della giustizia''.

Nel frattempo la polizia turca ha arrestato 29 attivisti, membri del gruppo di estrema sinistra. Lo riferisce l'agenzia turca Anadolu, spiegando che sono state eseguite perquisizioni e arresti nelle province di Izmir (Smirne), Eskisehir e Antalya. In quest'ultima provincia sono state arrestate 19 persone, mentre cinque sono state arrestate a Izmir e altre cinque a Eskisehir.

Dal canto suo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che la vicenda del sequestro del procuratore Mehmet Selim Kiraz "non è una questione minore". "Si è trattato - ha detto - di un incidente da cui dobbiamo imparare e che richiede di essere affrontato in modo serio". Erdogan si è quindi congratulato con le forze di sicurezza per il modo in cui hanno messo fine alla vicenda.

Kiraz era stato preso in ostaggio nel palazzo di giustizia di Istanbul da alcuni uomini del gruppo fondato nel 1978 e considerato fuorilegge in Turchia come nell'Unione europea e negli Stati Uniti. Il procuratore stava indagando sulla morte di Berkin Elvan, adolescente ucciso dalla polizia durante le proteste di Parco Gezi, nel 2013. I sequestratori avevano chiesto per il rilascio di Kiraz la confessione in diretta del poliziotto sospettato di aver ucciso Elvan, la creazione di un tribunale popolare che giudichi tutti i poliziotti responsabili dell'uccisione, il proscioglimento di tutti i cittadini arrestati per aver partecipato alle manifestazioni in ricordo di Elvan.

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