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Turchia: opposizione impugna riforma giustizia di fronte Corte costituzionale

28 febbraio 2014 | 14.41
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(Aki) - Il Partito repubblicano popolare (Chp), primo partito di opposizione in Turchia, ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale contro la riforma della giustizia entrata in vigore due giorni fa, giudicata lesiva del principio di indipendenza dei magistrati. La legge controversa disciplina il Consiglio supremo dei giudici e dei procuratori, organo di autogoverno della magistratura, e all'atto della ratifica, lo stesso presidente Abdullah Gul aveva avvertito il ministero della Giustizia che essa contiene molte norme "incostituzionali" e aveva previsto un pronunciamento della Corte.

"Ho chiesto un esame della legge e ho sottolineato che 15 elementi in 12 articoli sono incompatibili con la Costituzione. Ho avvertito di questo il ministero della Giustizia", si leggeva nel comunicato diffuso da Gul il 26 febbraio, nel quale si aggiungeva che sara' la Corte Costituzionale a dire l'ultima parola sul testo. "In linea con la mie raccomandazioni - si leggeva ancora - ho notato che alcuni cambiamenti sono stati apportati, riducendo i poteri attribuiti al ministro" della Giustizia, ma "oltre a queste manifeste incompatibilita' con la Costituzione ho ritenuto preferibile che altri articoli della legge siano valutati dalla Corte Costituzionale".

Per i partiti di opposizione, la riforma, proprio come la legge su Internet ratificata da Gul la scorsa settimana, nasce dall'esigenza dell'esecutivo di Recep Tayyip Erdogan di arginare lo scandalo 'Tangentopoli sul Bosforo' che rischia di travolgerlo. Il provvedimento e' stato criticato anche da Human Rights Watch, che aveva rivolto un appello a Gul, chiedendogli di porre il suo veto alla legge, che "toglie indipendenza all'organismo che amministra e regola il sistema giudiziario turco", sottoponendolo al controllo dell'esecutivo.

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