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Turchia, tribunale: stop blocco Twitter L'azienda statunitense presenta ricorso

26 marzo 2014 | 17.02
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Ankara, 26 mar. - (Adnkronos/Aki) - Un tribunale amministrativo di Ankara ha disposto la sospensione della decisione dell'Autority per le telecomunicazioni (Tib) di bloccare l'accesso a Twitter . Lo riferisce il sito del quotidiano Hurriyet, secondo il quale tuttavia, non è chiaro se la decisione dei giudici sia immediatamente esecutiva. Su questo punto, alcuni esperti consultati dal quotidiano sostengono che la Tib abbia la possibilità di impugnare la decisione, ma in attesa di un nuovo pronunciamento dei giudici la prima sentenza va applicata e quindi l'accesso a Twitter ripristinato. La decisione della Tib, esecutiva dalla notte del 20 merzo, era stata impugnata da molti politici e organizzazioni. Sulla questione era atteso un pronunciamento della Corte Costituzionale. In giornata è però arrivata la comunicazione dello stesso organo che ha definito "non necessario" un suo intervento.

Nel riportarlo, il sito del quotidiano Zaman spiega come la Tib sia tenuta a dare attuazione alla decisione prima di un eventuale ricorso.

IL RICORSO DI TWITTER - Il social network ha intanto presentato un ricorso presso diversi tribunali turchi contro la misura che blocca l'accesso al suo sito in tutta la Turchia. Lo ha annunciato la stessa azienda statunitense, aggiungendo che per la prima volta ha bloccato l'accesso ad alcuni contenuti del sito, come richiesto dalle autorità di Ankara prima che decretassero il blocco completo.

"Sono sei giorni che il governo turco ha bloccato l'accesso a Twitter - ha scritto Vijaya Gadde, general counsel di Twitter, sul blog ufficiale dell'azienda - In questo periodo siamo stati impegnati in un confronto con le autorità di Ankara per ascoltare le loro preoccupazioni, per informarle su come funzionano la nostra piattaforma e le nostre policy, per provare ad arrivare a una soluzione".

"Ma tuttora - prosegue Gadde - i milioni di cittadini turchi che usano Twitter per far sentire la loro voce si vedono negare la possibilità di farlo. Così oggi abbiamo presentato a diversi tribunali del paese i ricorsi sui quali abbiamo lavorato negli ultimi giorni con il nostro avvocato indipendente turco, per sfidare il divieto e unirci ai giornalisti, agli esperti di diritto, ai semplici cittadini e alla comunità internazionale nel chiedere formalmente che la messa la bando sia rimossa".

CROLLANO I TWEET - Il numero di tweet pubblicati in Turchia a sei giorni dal blocco di Twitter deciso dal governo è calato di circa il 50%. Secondo Hurriyet il calo più sensibile è stato nei giorni successivi alla messa al bando, quando sono stati bloccati anche reti Vpn e altri stratagemmi usati per aggirare il blocco. Il quotidiano pubblica le statistiche della società di rilevamento dati Semiocast, secondo i quali nelle prime 24 ore dal blocco i tweet inviati dalla Turchia sono passati da 1,2 milioni a 750mila, per poi arrivare a 550-600mila il giorno successivo, quando il blocco è stato esteso alle altre reti. La misura richiesta dal premier Recep Tayyip Erdogan ha fatto calare anche il numero complessivo di tweet pubblicati in lingua turca, passati dal 2,98 all'1,58% del totale di quelli pubblicati nel mondo.

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