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Turchia: ufficio Erdogan, Twitter non ha impedito diffamazione governo

22 marzo 2014 | 15.37
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(Aki) - Le autorita' turche hanno messo al bando Twitter perche' la piattaforma di microblogging e' stata "faziosa" e non ha impedito "la sistematica diffamazione" del governo. Questa la spiegazione al blocco imposto da giovedi' sera al noto social network fornita dall'ufficio del primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan.

"Twitter e' stato usato come strumento per una sistematica diffamazione (del governo, ndr), facendo circolare intercettazioni telefoniche acquisite illegalmente e falsificate", si legge in una nota diffusa dall'ufficio del premier. "E' difficile comprendere l'indifferenza di Twitter, la cui e' posizione e' faziosa. Crediamo - prosegue la nota - che questo comportamento danneggi il marchio della societa' in questione e dia un'immagine sbagliata del nostro paese".

Nelle ultime settimane hanno avuto grande eco sui social network in Turchia alcune intercettazioni di telefonate compromettenti di Erdogan. In una delle telefonate lo si sente intimare al figlio di nascondere una grossa somma di denaro contante. Il 7 marzo Erdogan aveva attaccato, oltre a YouTube, anche Facebook. "Ci sono misure che prenderemo dopo il 30 marzo (data delle elezioni comunali, ndr), non lasceremo il paese in balia di Youtube e di Facebook", diceva in un'intervista televisiva.

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