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Turismo: dallo zaino agli imprevisti, decalogo per viaggi a piedi

30 giugno 2016 | 12.12
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Roma, 30 giu. - (AdnKronos)

All'insegna della lentezza e della natura, in fuga dallo stress. Tra le opzioni di vacanza c'è anche quella del viaggio in cammino, un'esperienza (rigorosamente a piedi) non necessariamente estrema, in montagna, sulle isole o in collina, da compiere in solitaria o in compagnia. Ma quali sono i requisiti giusti per affrontare un viaggio in gruppo di questo tipo?

Per prepararsi a questa avventura, ecco il decalogo del viaggiatore a piedi, stilato dalla Compagnia dei Cammini, associazione no profit dedita al turismo responsabile che dal 2010 propone dal 2010 viaggi in cammino di vario livello. Prima regola, per partecipare a un cammino è necessario liberarsi dalle ansie della quotidianità: lasciamole a casa. Camminare aiuta a liberare la mente dagli stress, facendo emergere la soluzione ai problemi e scaricare l’energia negativa accumulata in mesi di lavoro.

Il cammino richiede un buono spirito d’adattamento: questo permette di apprezzare esperienze che mai avreste pensato possibili, come ad esempio dormire una notte all’aperto, sotto la luna piena e sperimentarvi in situazioni diverse da quelle consuete, riuscendo ad affrontarle e portarle a termine.

Terza regola: valorizzare l’incontro, con la natura e con le persone che si incontrano, che siano viaggiatori o abitanti dei luoghi che si attraversano. Quarto: imparare a distinguere tra superfluo e necessario, così tutto sarà più leggero, zaino compreso. Via tutto il superfluo, dall’igiene quotidiana all'abbigliamento al cibo.

Accettare gli imprevisti, che durante un cammino sono all’ordine del giorno: perdere un sentiero, arrivare col buio, non trovare viveri là dove ci si aspettava, sono imprevisti che spesso hanno qualcosa da insegnarci. Il cammino insegna ad affrontarli e a consolidarsi in situazioni nuove.

Diventare irreperibili, è la regola più rilassante: staccare il telefono almeno durante il giorno, mentre si cammina, aiuta ad allontanarsi dalla quotidianità per essere presenti nell’esperienza che stiamo compiendo. Impariamo a vivere in gruppo: vale sia per chi cammina da solo e deve aprirsi agli incontri, sia per chi fa un viaggio con un gruppo di cui bisogna accettare le dinamiche, mettendo a disposizione competenze.

Non correre: è l'ottava regola ma forse la più importante: il consiglio per apprezzare questa esperienza è di camminare con passo lento, guardandosi intorno; il cammino non è competizione. Scoprire il silenzio: il cammino è anche un momento per dedicarsi a sé, ascoltare il proprio passo, il respiro, i suoni della natura. Ultima regola: non caricare la guida di troppe aspettative. La guida è a disposizione per risolvere problemi, ma non bisogna scaricare su questa figura la propria scelta non sufficientemente motivata e ponderata.

Qualche idea per un viaggio a piedi. Per chi ama i paesaggi montani c'è il percorso sulla gran balconata del Cervino, ambiente tra i più panoramici della Val d’Aosta e delle nostre Alpi, oppure quello nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise da fare con zaino leggero alla riscoperta degli antichi “tratturelli” nei paesi del Parco. Nel Parco Regionale dell’Alpe Veglia e Alpe Devero, tra Italia e Svizzera, si cammina nella memoria, percorrendo i sentieri partigiani di quella che fu la Libera Repubblica dell’Ossola.

All'estero, in Moravia, c'è il Cammino di Cirillo e Metodio, uno dei Cammini d’Europa sulle orme dei Santi che percorsero questo itinerario nel IX secolo. Più difficili quello in Marocco nella "valle felice", tra i villaggi costruiti con terra e paglia delle popolazioni berbere; nel Parco Nazionale del Pollino, uno degli ultimi paradisi del trekking; nell'Engadina tra i sentieri del Parco Nazionale Svizzero. Chi ha davvero una grande esperienza, può scegliere il Parco della Corsica, seguendo il GR20, la Grande Randonnée che attraversa l’isola da Nord a Sud.

E poi la meta ideale dell'estate: Creta, dove un nuovo itinerario si è da poco aggiunto ai grandi Cammini Europei. E' la via Cretese ("Cretan way" in inglese, “I Strata tis Kritis” in greco), un percorso di 500 km che nasce dalle tracce della E4, il sentiero lungo oltre 10mila km che attraversa l'Europa da Ovest a Est, dalla Spagna a Cipro, passando anche per Creta, dove il cammino era, però, stato abbandonato.

Parte da Est, dalla spiaggia di Kato Zakros, e arriva a Ovest, al monastero di Chrisoskalitisa, a picco sul mare. Per completarlo sono necessari 28-29 giorni di cammino.Per chi volesse cimentarsi, oltre alla tracciatura di sentieri, alla segnaletica, alle tracce Gps, c'è anche una guida: "The Cretan Way" (edizioni Anavasi).

Per la sua bellezza, la Via Cretese potrebbe diventare uno dei percorsi più amati in Europa, al pari del GR20 in Corsica, il Cammino di Santiago e la Via Francigena.

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