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Tutti in maschera a Carnevale, i consigli per grandi e piccini

03 febbraio 2016 | 13.09
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Il Carnevale piace ai bambini, ma anche ai pediatri: solo un pediatra su 10 'boccia' le mascherine. Via libera dunque a guerrieri Jedi, piloti, cowboy, maghi, pirati, animaletti e principesse: sono i migliori alleati della fantasia di bimbi e adolescenti. Lo dimostra un sondaggio condotto fra 100 pediatri italiani: per l'87% le maschere, e più in generale il Carnevale, hanno un impatto positivo "perché stimolano la fantasia e l'aggregazione, combattendo isolamento e sedentarietà in un periodo dell'anno in cui sono poche le occasioni di movimento". Lo assicura all'AdnKronos Salute il pediatra di Milano Italo Farnetani, che ricorda i dati emersi da un sondaggio condotto fra colleghi divisi fra Nord-Est, Nord-Ovest, Centro e Sud-Isole, che hanno in cura 80 mila ragazzi da 0 a 18 anni.

Solo un dottore dei bambini su 10 si dice del tutto contrario. "Quest'anno - prosegue Farnetani - consiglio di coinvolgere di più i genitori, abbinando le feste mascherate dei piccoli ad aperitivi per i più grandi, o 'apericene': così il Carnevale sarà a misura di famiglia". Ma cosa pensano i medici dei bimbi di questa festa? La maschera è ampiamente promossa, anche se "resiste una piccola fetta di pediatri italiani (13%) decisamente contraria. In particolare i colleghi del Sud e delle Isole, che temono lesioni e infortuni da petardi e scherzi con la schiuma, o le uova. Mentre il 57% dei colleghi scettici del Nord-Est teme che questa festa sia diseducativa, perché favorisce gli eccessi".

Nessun rischio invece per i piccoli allergici, legato a coriandoli, polvere e stelle filanti. E se la crisi potrebbe spingere a risparmiare, "non occorre rinunciare al travestimento: via libera anche al 'riciclo' della maschera dell'anno precedente, o a quella meno costosa, purché con marchio CE: altrimenti si rischia di incappare in materiali infiammabili, tossici o potenzialmente pericolosi", avverte Farnetani.

E il fai da te? "A meno che le mamme non siano molto abili con ago, filo e forbici, infatti, i costumi fatti in casa si riconoscono facilmente, mentre i bambini hanno bisogno di sentirsi uguali ai coetanei". Meglio abbinare pezzi 'doc' come ali, corone, spade, mantelli e bacchette ad abiti 'borghesi', piuttosto. In ogni caso non bisogna rinunciare a trucchi e travestimenti. "Le maschere aiutano i maschietti a identificarsi con l'eroe buono, come Zorro, gli Jedi o i supereroi - osserva ancora il pediatra - e le femminucce a immaginarsi nei panni di personaggi leggendari o autorevoli, come fate e principesse, ma anche eroici e avventurosi" come le eroine di Star Wars. "E' bene lasciare liberi i piccoli di scegliere la maschera preferita - raccomanda ancora - lasciando spazio alla fantasia, senza troppe paure che prendano freddo o si facciano male. Attenzione invece al rischio legato ai petardi e fuochi d’artificio".

Cosa evitare? No ai travestimenti "che incitano alla violenza: dunque vietati soldati, ninja, Rambo e altri personaggi aggressivi. Semaforo giallo per Zorro e moschettieri, che pur se armati restano eroi positivi, mentre via libera a indiani, pirati, cowboy, esploratori, astronauti e supereroi". E per le femmine? "Da evitare ogni costume che possa avere una qualsiasi sfumatura sessuale. Per il resto via libera a principesse, piratesse, fate o animaletti, che piacciono molto ai più piccoli di entrambi i sessi. Sì anche ai personaggi delle fiabe o delle saghe più in voga". E i genitori? "Se si partecipa a una festa mascherata per grandi e piccoli è bene travestirsi e farlo con cura. L'ideale - ribadisce il medico - sarebbe abbinare il divertimento dei piccoli con un aperitivo 'da grandi'. Meglio evitare però di essere il solo genitore mascherato, per non mettere in imbarazzo il bambino davanti ai compagni", conclude Farnetani.

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