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Tv: il papa' delle Iene a Gattegna, non abbiamo sbagliato

29 maggio 2014 | 19.13
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"Non abbiamo sbagliato. Nessun pentimento. Se qualcuno vuole portarci in tribunale per aver fatto bene il nostro mestiere lo faccia, ci difenderemo". Il papà di 'Le Iene', l'autore televisivo Davide Parenti, commenta così, all'AdnKronos, l'annuncio di un'azione penale nei confronti del suo programma da parte del presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna. Un'azione penale per aver trasmesso nella puntata di ieri, l'ultima della stagione, quelle che Gattegna stesso definisce"deliranti farneticazioni neonaziste" dell'estremista di destra Roberto Jonghi Lavarini, contro il quale, ugualmente, Gattegna procederà legalmente.

"Le destre in Europa hanno ottenuto il successo elettorale che tutti sanno ma se giornali e tg riferiscono di questo successo riportano assai meno come si esprimono, cosa fanno, come la pensano gli esponenti di questa destra. Noi, semplicemente ma non passivamente, abbiamo voluto far vedere in modo chiaro come la pensano. Chiunque può andare sul nostro sito e rivedere quell'intervista, giudicare se lo abbiamo lasciato parlare o se abbiamo discusso con lui, se siamo o meno dei pecoroni. L'intervista non è stata 'passiva' ma da una posizione chiara. Davvero non capisco cosa ci si rimproveri".

"Gattegna dice, per quel che capisco, che queste persone non devono parlare ma il problema è che votato e sono votati, in tutta Europa. Forse non è un male cercare di spiegare come sono, fare sentire cosa dicono. 'Le Iene' è il programma che è andato a pescare chi esponeva la croce celtica negli stadi e lo ha portato ad Auschwitz, lo ha messo a confronto con chi ha perso amici e parenti nei lager nazisti. Esattamente lo stesso programma", conclude Parenti.

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