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Ucraina, chi sono i due britannici condannati a morte

09 giugno 2022 | 18.59
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Uno è un ex soldato, l'altro un combattente anti-Isis

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Immagine di repertorio (Afp)

Shaun Pinner e Aiden Aslin, i due cittadini britannici condannati a morte dalla 'Corte suprema' dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, sono stati catturati ad aprile a Mariupol nell'Ucraina meridionale, dalle milizie filorusse. Avevano chiesto di essere scambiati con il leader ucraino dell'opposizione filorussa Viktor Medvedchuk, sotto custodia delle forze di Kiev, ma il loro appello non è stato ascoltato.

Pinner è un ex soldato della Royal Anglian, nato 48 anni fa a Bedfordshire. E' stato lui, in un videomessaggio alla televisione russa, ad annunciare la cattura sua e di Aslin a Mariupol mentre combatteva con i marines ucraini. La sua famiglia lo ha descritto come un uomo "divertente, molto amato, ben intenzionato" e considera l'Ucraina "il suo paese di adozione". "Shaun è stato un soldato rispettato all'interno dell'esercito britannico in servizio nel Royal Anglian Regiment per molti anni. Ha prestato servizio in molte zone, tra cui l'Irlanda del Nord e con le Nazioni Unite in Bosnia", hanno detto i familiari.

"Nel 2018 Shaun ha deciso di trasferirsi in Ucraina per utilizzare la sua esperienza e il suo addestramento all'interno dell'esercito'', si legge nella nota. "Negli ultimi quattro Shaun ha apprezzato lo stile di vita ucraino e ha considerato l'Ucraina come il suo paese d'adozione. Durante questo periodo ha incontrato sua moglie, ucraina, che è molto attenta ai bisogni umanitari del paese''. In Ucraina, il cittadino britannico è diventato ''un membro orgoglioso dei marines ucraini''.

Aiden Aslin è invece originario del Nottinghamshire e nelle ultime settimane aveva difeso Mariupol con la sua unità, prima di doversi arrendere dopo 48 giorni. In un post sul suo account di Twitter, gestito da un amico mentre combatteva con i marines ucraini, si leggeva: "Non abbiamo cibo né munizioni". Poco dopo la cattura, Il 28enne era stato filmato mentre veniva portato in giro in manette con un taglio sulla fronte dopo essersi arreso. Prima di andare a combattere nel Donbass contro i russi, Aslin si era schierato al fianco delle milizie curde dell'Ypg a Rovaja, nel nord della Siria, contro i jihadisti dello Stato Islamico (Isis).

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