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Ucraina, console Milano: 'Molti tornano in patria, lì vera vita'

31 agosto 2022 | 12.16
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Andrii Kartysh fa il punto sulla situazione dei profughi in Nord Italia dopo 6 mesi di guerra

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(Fotogramma)

"Questo 24 agosto l’anniversario del restauro dell’Indipendenza dell’Ucraina è coinciso con il giorno in cui, esattamente sei mesi prima, la Russia ha sferrato il primo aperto attacco", ma "nonostante la guerra continui, sanguinosa, molti ucraini hanno fatto ritorno in patria, chi per difenderla, chi per operare in qualità di volontario e chi semplicemente per tornare alla vita di prima, seppur adeguandosi al contesto di guerra, alle sirene, spesso anche di notte". Lo fa sapere all'Adnkronos Andrii Kartysh, console generale dell'Ucraina a Milano.

E se "la maggior parte delle persone che ha lasciato l’Ucraina dopo il 24 febbraio, lo ha fatto a causa dell’emergenza in atto, spinta dal timore per la propria vita. Tuttavia, molti si sono resi conto che la vita vera è lì, nel Paese al quale apparteniamo, nel quale abbiamo lasciato i nostri cari, i nostri animali, le nostre case. Nel quale possiamo parlare liberamente la nostra lingua, celebrare le nostre usanze", sottolinea Kartysh, riferendo di "molti bambini che torneranno a scuola questo 1° settembre". Non solo "anche i bambini le cui famiglie sono ancora in Italia - dice il console - intendono continuare a studiare online nelle scuole ucraine, perché hanno fiducia in un’imminente vittoria dell’Ucraina, nel trionfo della giustizia".

Resta però "l'infinita gratitudine per chi ha accolto i nostri connazionali sin dal principio della guerra e chi continua a farlo, dimostrando grande comprensione dell’ingiustizia contro cui stiamo resistendo", dice il console, che a un mese dalla scadenza dei termini entro cui i profughi provenienti dall’Ucraina possono richiedere alla Protezione civile italiana i contributi per il loro sostentamento (300 euro a persona, più 150 euro al mese per ciascun minore al seguito, per un massimo di tre mesi), osserva: "La guerra continua, la Russia continua ad attaccare. I civili continuano a trovarsi in serio pericolo di vita in Ucraina. Se lo Stato italiano volesse anche in futuro, fino a che la Russia non pone fine allo spargimento di sangue, appoggiare chi trova temporaneamente rifugio in Italia, lo vedremmo come un gesto di grandissima solidarietà e fratellanza da parte dell’Italia".

"Tuttavia al momento non abbiamo informazioni che suggeriscano che vi siano discussioni su una tale prospettiva", aggiunge il diplomatico, sottolineando comunque la "gratitudine allo Stato italiano per il supporto finanziario reso disponibile per i cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Molti di loro sono intenzionati a trovare un lavoro, essendo gli ucraini un popolo molto operoso e responsabile; in ogni caso, un aiuto finanziario iniziale è di grande aiuto".

Oltre al sostegno ai profughi, Kartysh parla di un "supporto vitale da parte dell’Italia e degli italiani, anche e soprattutto nelle azioni che riguardano la difesa dell’Ucraina. Abbiamo bisogno di armi, di supporto militare per porre fine a questa guerra e restaurare l’integrità territoriale del nostro Paese, di modo che non ci sia più bisogno di fuggire, che possiamo tornare a vivere, liberi come prima".

Opportuno per il diplomatico sarebbe anche "il divieto di rilascio dei visti per i cittadini della Federazione russa da parte dei Paesi membri dell’Unione europea", perché - spiega - "è illusorio credere che la guerra lanciata contro l’Ucraina sia voluta dal solo Putin. La stragrande maggioranza della popolazione in Russia sostiene apertamente la guerra lanciata contro l’Ucraina". Per Kartysh, "come ha menzionato il ministro degli Affari esteri d’Ucraina Dmytro Kuleba, è necessario al contempo lasciare una via di fuga per i veri oppositori del regime e della guerra; così come per quelle persone che fanno richiesta di asilo politico".

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