cerca CERCA
Sabato 01 Ottobre 2022
Aggiornato: 09:38
Temi caldi

Mariupol, scontri in acciaieria Azovstal. Kiev: "Difensori resistono"

04 maggio 2022 | 13.38
LETTURA: 4 minuti

Le comunicazioni con i soldati di Kiev "ripristinate", assalto russo continua "senza successo"

alternate text
Fotogramma /Ipa

L'assalto delle truppe russe all'acciaieria Azovstal di Mariupol, ultima sacca della resistenza ucraina in città, continua ma "senza successo". E' quanto sostiene il consigliere delle forze armate di Kiev, Alexander Stupun, in un aggiornamento video, affermando che "i blocchi e i tentativi di distruggere le nostre unità nell'area di Azovstal continuano: in alcune aree, con il sostegno dell'aeronautica, il nemico russo ha ripreso l'offensiva per riprendere il controllo dell'impianto", senza successo.

Leggi anche

"La comunicazione con i difensori ucraini è stata ripristinata" ha detto intanto a Radio Svoboda il deputato ucraino e leader del partito 'Servitore del popolo' David Arakhamia. E per il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, i difensore dell'acciaieria resistono ancora, smentendo così le affermazioni russe secondo cui Mariupol è ormai sotto il pieno controllo delle forze di Mosca. Il capo della diplomazia di Kiev ha poi affermato che l'evacuazione dei civili dall'acciaieria, sotto gli auspici dell'Onu, dimostra che "laddove c'è la volontà politica in Russia, questo meccanismo può funzionare". "Ma vediamo che sono molto riluttanti a lasciare andare via le persone - ha sottolineato - e ogni prossima messa richiede molto lavoro e molta pressione sulla Russia".

"Per il secondo giorno il nemico è riuscito a entrare nel territorio dello stabilimento Azovstal a Mariupol, dove sono in corso pesanti e sanguinosi combattimenti", riferisce quindi il comandante del reggimento Azov, Denis Prokopenko, in un video pubblicato su Telegram. "La guarnigione di Mariupol ormai da 70 giorni si oppone da sola alle forze superiori del nemico", ricorda il comandante, dicendosi "fiero dei miei soldati, che fanno degli sforzi sovrumani per resistere alla pressione del nemico. E sono grato a tutto il mondo per il colossale sostegno alla guarnigione di Mariupol: i nostri soldati se lo meritano". "La situazione è estremamente complicata, ma nonostante tutto noi continuiamo ad eseguire l'ordine di mantenere la difesa", conclude Prokopenko.

Le forze russe hanno fatto irruzione stamane nell'acciaieria dove sono asserragliati i militari del battaglione Azov. A darne notizia questa mattina dal suo account di Telegram il noto giornalista ucraino Andriy Tsapliyenko affermando che "gli occupanti hanno fatto irruzione nell'Azovstal''. Il tentativo, scriveva, è quello di ''reprimere la forte resistenza dei difensori di Mariupol''. ''L'esercito di Putin sta usando tutte le armi disponibili", mentre "i civili rimangono sotto i bombardamenti nello stabilimento".

Nell'acciaieria resterebbero ancora trenta bambini. Secondo quanto ha riportato a Sky News la deputata ucraina Kira Rudik sarebbero stati evacuati un centinaio di civili, messi in sicurezza a Zaporizhzhia. ''E' un successo incredibile l'essere riusciti a portare fuori queste persone'', ha dichiarato, aggiungendo che "in questo momento il nostro obiettivo principale è garantire che escano tutti i bambini, ci sono ancora una trentina di minori lì''. Rudik ha spiegato che la fase più complicata riguarda ''i soldati ucraini feriti perché la Russia non li fa uscire''.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha intanto rivolto un appello al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres per aiutare a evacuare quanti sono ancora intrappolati nell'acciaieria. "Le vite delle persone che restano lì sono in pericolo - ha detto Zelensky - Tutti sono importanti per noi. Chiediamo il suo aiuto per salvarle".

Per l'Onu sono circa 250 i civili che restano ancora all'interno dell'acciaieria di Mariupol. Nei giorni scorsi, dopo tanti tentativi a vuoto a causa della sfiducia reciproca tra Mosca e Kiev e grazie alla mediazione fondamentale dell'Onu, sono stati evacuati dall'impianto 100 civili, mentre un altro centinaio da alcuni villaggi vicini. I civili sono stati consegnati al personale della Croce Rossa e delle Nazioni Unite, che hanno garantito che non venissero deportati in Russia e che potessere scegliere le zone di destinazione, se nel territorio sotto occupazione russa o sotto il controllo ucraino.

"La visita del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, a Mosca una settimana fa è servita", sottolineano fonti a conoscenza del dossier parlando con l'Adnkronos. L'auspicio ora è che le evacuazioni possano continuare nei prossimi giorni e che l'Onu possa assumere anche un ruolo nel facilitare i colloqui tra Mosca e Kiev per un cessate il fuoco.

Circa duemila soldati russi, l'equivalente di due gruppi tattici di battaglione (Btg), restano a Mariupol. Lo hanno riferito fonti della Difesa americana, secondo cui dieci Btg impegnati nell'assedio del porto sul mar d'Azov si sono spostati a nord per una pausa "o per creare migliori posizioni difensive o per riorganizzarsi e riposizionarsi" appena a sud della città di Velyka Novosilka. Secondo le stesse fonti, le rimanenti forze che si trovano a o intorno a Mariupol potrebbero anche includere combattenti ceceni. "A sud non stanno facendo alcun progresso"", hanno affermato.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza