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Ucraina, dispersi altri quattro osservatori Osce

30 maggio 2014 | 12.55
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Lo rende noto l’Organizzazione stessa che non conferma la notizia, diffusa dal leader separatista di Luhansk Chmilenko, della liberazione dei quattro osservatori spariti da lunedì. Poroshenko all’indomani dell’abbattimento di un elicottero dell’esercito di Kiev da parte dei separatisti filorussi: “Nessun altro deve morire per mano dei criminali”

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(Foto Xinhua)

Disperso in Ucraina un altro gruppo di quattro osservatori dell’Osce, con il loro interprete ucraino. Dalle sette di ieri sera (ora locale) sono stati interrotti i contatti con alcuni componenti del ‘team’ di Luhansk, che erano stati fermati a Severodonetsk (cento chilometri a nord di Luhansk) da un gruppo di uomini armati, rende noto un comunicato dell’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa non confermando la notizia, diffusa questa mattina dal leader separatista di Luhansk Alexei Chmilenko, della liberazione dei quattro osservatori - uno svizzero, un danese, un turco e un estone - spariti da lunedì. I quattro osservatori Osce rapiti il 26 “sono attualmente ancora dispersi”, si precisa.

Intanto, all’indomani dell’abbattimento di un elicottero dell’esercito di Kiev da parte dei separatisti filorussi, il presidente eletto ucraino, Petro Poroshenko, ha promesso di punire i “banditi” responsabili. “Questi atti criminali compiuti da nemici del popolo ucraino non resteranno impuniti”, ha dichiarato il presidente, citato dall’agenzia di stampa Unian. Tra le 12 vittime dell’attacco all’elicottero, vicino alla città orientale di Sloviansk, figura anche un generale dell’esercito. “Dobbiamo compiere ogni sforzo - ha aggiunto Poroshenko - per assicurarci che nessuno altro ucraino muoia per mano dei terroristi e banditi”. L’elicottero Mi-8 è stato colpito nel pieno di violentissimi scontri tra Sloviansk e Kramatorsk, nella regione del Donetsk, dopo aver lasciato dei militari in una base. Secondo la Guardia Nazionale Ucraina i “criminali” che hanno attaccato l’elicottero sono successivamente stati “annientati” dalle truppe ucraine coinvolte nell’operazione “antiterrorismo”.

Dal canto suo il ministro della Difesa Mykhailo Koval a Kiev ha fatto sapere che l’offensiva militare delle forze ucraine nell’est del Paese proseguirà “fino a che non sarà ripristinata la pace e non sarà tornata la vita normale”. “Le nostre forze hanno portato a termine la missione che era stata loro assegnata, liberando completamente dai separatisti il sud e l’ovest della regione di Donetsk e la zona nord della regione di Luhansk”, ha aggiunto il ministro denunciando le “operazioni speciali” di Mosca in corso nell’est dell’Ucraina.

Nel frattempo il segretario della Difesa Usa, Chuck Hagel, ha riferito che la Russia ha ritirato diverse migliaia dei 40mila militari che erano stati inviati nelle regioni di confine con l’Ucraina definendolo un passo “promettente” da parte di Mosca. Tuttavia, ha aggiunto, sono migliaia i soldati russi che rimangono ancora ammassati a ovest. “Non sono dove dovrebbero essere”, ha spiegato Hagel. Fonti della difesa americana hanno precisato al ‘Washington Post’ che al confine con l’Ucraina rimangono sette battaglioni.

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