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Ucraina: raid forze russe contro fabbrica cioccolato Poroshenko a Lipetsk

01 aprile 2015 | 18.12
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La filiale russa della Roshen è accusata di evasione fiscale in quello che viene considerato come l'avvio della procedura per il sequestro dell'impianto che il presidente ucraino stava cercando di vendere.

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Petro Poroshenko - (Infophoto)

Operazione delle forze di sicurezza russe contro la fabbrica della Roshen, di proprietà del presidente ucraino Petro Poroshenko, a Lipetsk, nell'ovest della Russia. L'ingresso dell'edificio è stato bloccato, così come quelli di altre proprietà nelle vicine Sentsovo e Kosyrevka, tutti circondati da agenti con il volto coperto dell'Fsb e del ministero degli Interni.

Le autorità russe hanno aperto una inchiesta per evasione fiscale, una accusa che la compagnia ha definito "inaccettabile", considerandola come l'inizio di una procedura che porterà al sequestro della fabbrica, a fronte del tentativo di Poroshenko di vendere la sua proprietà russa e della denuncia, in una intervista all'emittente tv 1+1 il mese scorso, degli ostacoli creati dai russi.

La produzione della fabbrica, a singhiozzo dall'inizio della crisi ucraina, è stata limitata alle sole caramelle. A novembre erano stati licenziati 400 dipendenti a causa della riduzione della produzione. Roshen, considerata come il 22esimo produttore di dolciumi al mondo, ha sei diverse fabbriche (a Kiev, Vinnitsa e Kremenchug, in Ucraina, a Klaipeda, in Lituania, e a Budapest, oltre che a Lipetsk).

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