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Ucraina, i separatisti abbattono un caccia di Kiev. Il convoglio russo di aiuti al confine

17 agosto 2014 | 15.51
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Colpito un Mig-29 sopra la regione di Luhansk: salvo il pilota. Il governo ucraino ha riconosciuto la natura umanitaria dei camion inviati da Mosca. Il ministro degli Esteri Klimko chide aiuti militari all'Unione Europea e alla Nato

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(Xinhua)

I separatisti filorussi hanno abbattuto un Mig-29 dell'aviazione militare di Kiev sopra la regione di Luhansk, in Ucraina orientale. Lo ha reso noto a Kiev il portavoce militare ucraino Leonid Matyuchin. Il pilota, ha aggiunto, è riuscito a paracadutarsi ed è stato tratto in salvo ma si cercano i resti dell'aereo. Non è la prima volta che i separatisti- ora accerchiati dalle forze di Kiev a Donetsk e Luhansk- riescono ad abbattere mezzi aerei ucraini. In varie occasioni sono stati colpiti aerei militari da trasporto e combattimento, oltre ad elicotteri.

Intanto, il governo di Kiev ha riconosciuto la natura umanitaria del convoglio di aiuti inviato da Mosca. Il ministro per gli Affari Sociali, Liudmila Denissova, ha confermato alla Croce Rossa che i camion russi contengono aiuti alimentari, sacchi a pelo e generatori elettrici. Non è chiaro tuttavia quando gli aiuti potranno varcare il confine con l'Ucraina. La Croce Rossa aspetta infatti garanzie di sicurezza da tutte le parti prima di distribuire gli aiuti in Ucraina orientale dove continuano le ostilità.

E per combattere i ribelli filorussi il ministro degli Esteri ucraino Pavlo Klimko ha chiesto aiuto militare a Unione Europea e Nato. Tale aiuto, ha detto Klimko in un'intervista alla radio tedesca Deutschlandfunk, faciliterebbe l'azione sul terreno dell'esercito ucraino. Secondo il capo della diplomazia di Kiev, il rischio di una incursione russa è più forte che mai, mentre armi e combattenti russi continuano ad attraversare la frontiera.

Le sue dichiarazioni sono giunte a poche ore dall'incontro che riunirà oggi a Berlino i ministri degli Esteri di Ucraina, Russia, Germania e Francia. L'obiettivo dell'incontro, ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Steinmeier, è muoversi verso "un cessate il fuoco sostenibile" ed "effettive pattuglie di confine".

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