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Ucraina: Margelletti, Europa sotto scacco energetico russo rimane in silenzio

01 marzo 2014 | 10.47
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''In Ucraina il rischio secessionista si fa sempre piu' concreto. E l'instabilita' rischia di essere alimentata anche dal silenzio, fragoroso, dell'Europa''. Andrea Margelletti, direttore del CeSi (Centro Studi Internazionali), legge cosi' la crisi ucraina e gli ultimi sviluppi in Crimea. ''Da una parte ci sono gli Stati Uniti -spiega all'Adnkronos l'esperto di geopolitica- che con le parole del vice presidente, Joe Biden, hanno espresso una chiara posizione a favore del nuovo governo di Kiev; dall'altra parte c'è un'Europa che ancora una volta si cala in un preoccupante silenzio, spaventata dalla spada di Damocle del gas russo, indiscutibilmente utiizzato come arma di deterrenza. Un sensibile aumento dei prezzi dell'energia, infatti, e' in grado di far saltare completamente il banco dei progetti in diversi governi e Cancellerie europee''.

''Ancora una volta -sottolinea Margelletti- l'Europa dimostra di essere azzoppata, e' un gigante economico ma un nanetto politico. Proprio in queste ore si avverte ancora piu' forte la necessita' di una comune e autorevole politica estera europea e di un'effettiva politica comune di Difesa, capace di mettere a sistema le risorse esistenti non piu' in un quadro di personalismi nazionali ma di proiezione dell'Unione europea''.

''Solo attraverso una politica e una Difesa europea, se non comune perlomeno condivisa -conclude il docente di geopolitica e strategia militare- l'Ue potra' fare quel vero balzo in avanti che tutti attendiamo''.

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