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Ucraina: Medvedev, in dubbio legittimita' nuovi organi di governo

24 febbraio 2014 | 14.06
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La Russia denuncia l'''assenza di intelocutori'' a Kiev e anticipa che l'estensione dell'accordo per la riduzione del prezzo del gas (di un terzo) concordata alla fine dello scorso anno da Vladimir Putin e Viktor Yanukovich e formalizzata a inizio gennaio dalle compagnie del gas dei due paesi ''sara' oggetto di consultazioni''. Il premier Dmitry Medvedev sottolinea che Mosca intende rispettare ''tutti gli accordi vincolanti con l'Ucraina'' (l'accordo sul gas e' valido solo per i primi tre mesi dell'anno, la sua validita' deve essere riconfermata dalle parti ogni tre mesi, ndr).

''La legittimita' di molti dei nuovi organi di governo in Ucraina (la Verkhovna Rada, ndr) e' da mettere in discussione. Non abbiamo nessuno con cui parlare a Kiev. La gente con il volto coperto e armata non puo' essere considerata come interlocutore'', denuncia Medvedev, citato dall'agenzia di stampa Interfax.

Il richiamo dell'ambasciatore russo a Kiev, ieri, ''significa che non abbiamo chiara la situazione in Ucraina: che c'e' una minaccia ai nostri interessi, alla vita e alla sicurezza dei nostri cittadini'', ha affermato inoltre il premier, utilizzando le parole simili a quelle che Mosca aveva impiegato nel 2008, quando aveva lanciato un intervento militare ''per aiutare'' i cittadini russi dell'Ossezia del sud.

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