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Ucraina, oltre 30 morti tra i filorussi negli scontri nell'est del Paese

06 maggio 2014 | 15.34
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Mosca, 6 mag. (Adnkronos/Ign) - Almeno una trentina di persone sono rimaste uccise negli scontri armati di ieri nell'area di Donetsk, nell'Est dell'Ucraina. Secondo i filorussi, tra le vittime ci sarebbero "anche civili" e "il numero dei feriti è due volte, forse anche tre volte, superiore" ha detto all'Interfax Miroslav Rudenko, il leader delle "forze di autodifesa". Il numero delle vittime è stato confermato dal ministro degli Interni ucraino Arsen Avako. "Stimiamo che i terroristi abbiano perso oltre 30 uomini", ha scritto sulla sua pagina Facebook il ministro, riferendo che nel corso degli scontri di ieri a Sloviansk sono rimasti uccisi anche quattro soldati ucraini, mentre altri 20 sono rimasti feriti.

Kiev ha deciso di sospendere i collegamenti aerei dalla Russia verso le città ucraine di Donetsk e Kharkiv. L'aeroporto di Donetsk - collegato a Istanbul, Kiev, Monaco, Salonicco e Tel Aviv, oltre che con Mosca - è stato chiuso. Tutti i voli sono stati cancellati, esclusi quattro diretti a Kiev, ha in seguito reso noto la direzione dello scalo.

Intervenendo a Vienna per la riunione dei ministri del Consiglio d'Europa, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov sollecita l'inclusione dei movimenti filo russi del sud est dell'Ucraina in negoziati per la soluzione della crisi, sottolineando che l'Occidente non è ancora pronto ad accettare tale sviluppo. Lavrov ha quindi sollecitato il ritiro della guardia nazionale e dell'esercito ucraini impiegati a Odessa e nel Donbass come primo passo per disinnescare la crisi, aggiungendo che l'Ucraina non è l'Afghanistan e che le elezioni non potranno tenersi mentre i militari vengono usati in operazioni contro i civili.

A margine della riunione del Consiglio d'Europa, Lavrov ha incontrato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che da parte sua ha insistito sulla necessità che tutte le parti fermino gli scontri sul terreno e che inizi finalmente il percorso tracciato a Ginevra. È essenziale, ha sottolineato il ministro, che si avvii un dialogo nazionale tra tutte le parti, unica via per risolvere la crisi e scongiurare una vera e propria guerra civile.

La comunità internazionale, ha ribadito ancora Mogherini, continuerà a sostenere ogni sforzo di pacificazione, in particolare attraverso l'Osce, che con la sua presenza in Ucraina può facilitare e accompagnare il dialogo tra le parti in Ucraina, e il Consiglio d'Europa, che può fornire assistenza tecnica alla magistratura ucraina per accertare le responsabilità nelle violenze di piazza, garantire il rispetto dei diritti umani, e fornire assistenza sulla riforma costituzionale.

Quanto all'Italia, nel suo ruolo di presidente di turno del consiglio europeo si impegnerà per ricostruire il dialogo tra Ue e Russia, se si registreranno gli auspicati passi avanti sul terreno, ha preannunciato il ministro.

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