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Ucraina: oggi conference call tra Merkel, Hollande, Putin e Poroshenko

08 febbraio 2015 | 11.02
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L'annuncio dopo la conference call tra Merkel, Hollande, Putin e Poroshenko. La cancelliera vola in Usa da Obama. Mogherini: "Non c'è alternativa alla soluzione diplomatica". Gentiloni: "Fornire armi a Kiev è un rischio enorme". Russia: "Non vogliamo fare la guerra a nessuno"

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I leader di Germania, Francia, Ucraina e Russia si incontreranno infatti mercoledì a Minsk per discutere un piano di pace per il conflitto nel su est dell'Ucraina. A dare l'annuncio è stato l'ufficio della cancelliera tedesca Angela Merkel dopo la conference call alla quale hanno partecipato, oltre a Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko.

Ma dal leader russo arriva subito una frenata: il vertice avrà luogo solamente se ci sarà prima un accordo su un "certo numero di punti" dei quali "ultimamente si è discusso a lungo".

Intanto la cancelliera tedesca è volata a Washington per un incontro con il presidente Usa Barack Obama. Merkel ribadirà ad Obama l'oppozione tedesca all'idea che gli Stati Uniti forniscano armi all'esercito di Kiev impegnato contro i separatisti filo russi nel sud est dell'Ucraina. Dopo l'incontro di domani con il presidente Usa, la cancelliera volerà in Canada per incontrare il premier Stephen Harper.

"Non c'è alternativa alla soluzione diplomatica" della crisi in Ucraina, ha detto l'alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, nel suo intervento alla Conferenza per la sicurezza di Monaco. Ancora non è possibile sapere se gli sforzi diplomatici degli ultimi giorni, ha detto ancora Mogherini, avranno successo, "ma è nostro dovere tentare".

E sostegno all'Europa è stato confermato in mattinata dal segretario di Stato John Kerry: "Non ci sono divisioni e spaccature. Siamo uniti e lavoriamo a stretto contatto a sostegno dell'Ucraina".

L'avvertimento della Russia era già arrivato ieri al ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov che avev avvertito Kerry: il piano discusso a Washington per la fornitura di armi e attrezzature militari a Kiev potrebbe produrre "conseguenze imprevedibili" e minare gli sforzi per una soluzione diplomatica nel sud est dell'Ucraina.

Fornire armi a Kiev è un "rischio enorme", afferma il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ma se l'amministrazione Usa dovesse decidere in questo senso, l'Italia "rispetterà comunque" la decisione.

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