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Ucraina: Poroshenko chiede missione caschi blu nell'est del Paese

19 febbraio 2015 | 08.40
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Il presidente ucraino ha chiesto il dispiegamento di caschi blu delle Nazioni Unite per contribuire a garantire la sicurezza "in una situazione in cui le promesse di pace non vengono mantenute". Telefonata fra i leader di Francia, Germania, Russia e Ucraina: rispettare minsk 2. L'esercito di Kiev lascia Debaltseve

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Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha chiesto il dispiegamento di caschi blu delle Nazioni Unite nell'est del Paese per contribuire a garantire la sicurezza "in una situazione in cui le promesse di pace non vengono mantenute". Una proposta respinta nettamente da Mosca che la definisce pericolosa per gli accordi di Minsk

Poroshenko è intervenuto nel corso di un vertice di emergenza sulla sicurezza celebrato dopo il ritiro delle forze di Kiev dalla città di Debaltseve, oramai controllata dai separatisti. Lo stesso Poroshenko aveva confermato ieri la fase finale "del ritiro pianificato e organizzato": l'80% dei militari, aveva precisato, ha lasciato Debaltseve in modo sicuro.

La sua richiesta di una missione dei caschi blu è stata approvata in nottata nel corso del vertice di emergenza del consiglio nazionale di sicurezza e difesa di Kiev. "La questione è stata discussa ed è stata presa la decisione di appellarci all'Onu ed all'Unione Europea in merito alla composizione di una operazione di peacekeeping e sicurezza in Ucraina", ha dichiarato a nome del Consiglio Olexander Turchynov.

No di Mosca - Se il governo di Kiev propone "un altro schema" rispetto alle intese di Minsk, questo potrebbe "distruggere" l'accordo, ha tuonato dal canto suo l'ambasciatore russo presso l'Onu, Vitali Churkin. "Gli accordi di Minsk non prevedono questo contingente, che potrebbe minare l'accordo", gli ha fatto eco il presidente del parlamento di Mosca, Sergei Narishkin.

Telefonata Merkel-Hollande-Putin- Poroshenko - La proposta, secondo un portavoce del Cremlino, non sarebbe stata neppure discussa nell'odierna conference call con il presidente russo Vladimir Putin, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande. I quattro leader, dopo aver denunciato la violazione della tregua, hanno invece concordato - secondo l'Eliseo - "di attuare rigorosamente l'insieme del pacchetto di misure concordato il 12 febbraio a Minsk".

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