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Ucraina, raid all'aeroporto di Kramatorsk Condanna russa: "Rischio guerra civile"

15 aprile 2014 | 21.08
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Kiev, 15 apr. (Adnkronos/Ign) - E' iniziata con un raid all'aeroporto di Kramatorsk occupato dalle forze filo russe, poco più a sud di Slovyansk, l'operazione delle forze ucraine nella regione di Donetsk, rende noto il ministero della difesa citate dal Kiev Post. Fonti russe denunciano diverse vittime. Unico altro segnale dell'avvio dell'intervento, annunciato questa mattina alla Verkhovna Rada dal presidente ad interim Oleksandr Turchynov, era stato fino al primo pomeriggio di oggi un posto di blocco militare su una delle autostrade a nord di Slovyansk, con decine di mezzi blindati per il trasporto truppe. L'operazione, aveva detto Turchynov, ''si svilupperà a tappe, in modo responsabile ed equilibrato''.

L'Ucraina è sull'orlo della guerra civile, denuncia il premier russo Dmitry Medvedev, citato dall'agenzia di stampa Interfax, sollecitatando Ue e Usa a ''iniziare a fare qualcosa per l'economia'' del paese.

TELEFONATA PUTIN-OBAMA - Vladimir Putin "utilizzi la propria influenza sui gruppi armati filorussi per convincerli" a deporre le armi e "a lasciare gli edifici che hanno occupato". E' la richiesta la richiesta rivolta al presidente russo da Barack Obama in una telefonata tra i due leader avvenuta la notte scorsa su iniziativa di Mosca.

Da parte sua Putin, ha negato ogni accusa di interferenze nelle questioni interne, definendole "illazioni basate su informazioni inaccurate". E ha detto che le proteste nel sud-est dell'Ucraina sono "il risultato della riluttanza e dell'incapacità delle autorità di Kiev a tutelare gli interessi dei cittadini russi e russofoni".

Nonostante le tensioni, e le reciproche accuse, Obama e Putin hanno confermato nella telefonata la volontà di continuare i contatti diplomatici nell'incontro a quattro - Stati Uniti, Russia, Unione Europea ed Ucraina - di giovedì prossimo a Ginevra. Ma Obama, pur ribadendo di "continuare a credere che una soluzione diplomatica è ancora possibile", ha sottolineato che "non potrà avvenire in una situazione di intimidazione militare russa sui confini dell'Ucraina, le provocazioni armate all'interno dell'Ucraina e l'escalation retorica da parte dei funzionari del Cremlino".

Nelle ultime ore infatti, il livello della tensione tra Mosca e Washington è notevolmente salito, in quella che viene considerata la più grave crisi dalla fine della Guerra Fredda, soprattutto dopo le proteste di Mosca per la visita a Kiev nel weekend del capo della Cia, John Brennan. Visita, che dopo un rifiuto iniziale, l'amministrazione Obama la notte scorsa ha confermato, affermando che faceva parte di un tour di routine che Brennan ha fatto per consultazioni con i capi della sicurezza di paesi europei. La temperatura è salita ancora quando il Pentagono ha reso noto che lo scorso 12 aprile due caccia russi sono passati a pochissimi metri da una nave da guerra americana nel Mar Nero.

LA NATO - Non stiamo valutando opzioni militari in Ucraina, ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che oggi prende parte al Consiglio Ue della Difesa in corso a Lussemburgo. "Non stiamo discutendo opzioni militari -ha spiegato- crediamo che la via da seguire sia quella verso una soluzione politica e diplomatica. Ma militarmente siamo focalizzati sul rafforzamento della difesa dei nostri alleati".

ONU - Putin che ha criticato le operazioni militari di Kiev contro i separatisti russi nell'est dell'Ucraina, definendole "incostituzionali". Nel corso di una telefonata con il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon, il leader russo ha detto che le operazioni contro i separatisti non faranno che provocare una escalation della tensione e ha esortato l'Onu e l'Occidente a condannarle.

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