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Ucraina, sinologo Sisci: "Colloquio Biden - Xi mostra allontanamento Cina da Russia"

19 marzo 2022 | 18.05
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"La chiave nella frase del presidente cinese che la Cina 'non voleva che la situazione arrivasse a questo punto'"

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"Questo incontro è un incontro di cui sappiamo poco ma è molto, molto rilevante, perché in qualche modo la Cina ha dichiarato implicitamente di allontanarsi, anche se in maniera lieve e non radicale, dalla Russia". E' l'analisi del sinologo Francesco Sisci che, con l'Adnkronos, analizza il colloquio virtuale intercorso tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente cinese Xi Jinping sulla guerra in Ucraina. "La chiave di questa nuova posizione cinese, a mio parere, è in una frase di Xi Jinping -sottolinea il professore- che ha detto La Cina non voleva vedere la situazione dell'Ucraina arrivare a questo punto".

Questo, secondo l'esperto, "è un messaggio a tre soggetti: Xi Jinping dice implicitamente alla Russia che se Mosca avesse conquistato l'Ucraina facilmente, la Cina non avrebbe detto niente, ma visto che la situazione è ormai un pasticcio, a questo punto la Cina deve pensare altrimenti. All'America dice 'non è colpa mia, io non ho sostenuto i russi per un'invasione di questo tipo, e infine al pubblico cinese dice 'non volevamo arrivare a questo', ora dobbiamo prendere le distanze". Non è "un impegno di nulla, Xi Jinping non ha detto noi ci impegneremo a sanzionare la Russia, ma è una dichiarazione abbastanza significativa", chiarisce Sisci.

Che osserva: "La Cina lo ha fatto con un impegno vago, in cambio di un altro impegno altrettanto vago che è quello di Taiwan. Cioè ha fatto capire che ciò a cui la Cina tiene è Taiwan -spiega il sinologo- e Biden, su questo tema, ha sostanzialmente detto che gli Usa non hanno cambiato posizione. In effetti, non c'è stato un cambiamento ufficiale, anche se c'è stato uno slittamento 'di fatto' della posizione americana". Inoltre, è molto importante specificare che "l'America ha sottolineato che se la Cina appoggerà la Russia ci saranno conseguenze -scandisce lo studioso- La Cina su questo non ha risposto, segno che si rende conto che è un primo semi accordo".

Questo un incontro, rileva Sisci, "è importante a vari livelli: su fronte Russia è come se la Federazione Russa avesse un po' meno ossigeno, ma è importante anche su un piano bilaterale perché, non nascondiamolo, il retropensiero di entrambi è che dopo la Russia comincia la partita più importante cinese, quella in cui l'America vuole fare i conti con la Cina". La Cina su questo "non ha fatto dei cambi di direzione radicali, però un aggiustamento di rotta, per quanto minimo, c'è stato. Questo non vuol dire che ci sarà domani, ma nemmeno lo esclude".

La fine del conflitto con la Russia, secondo il sinologo, "è più vicino, e d'altro canto forse c'è un barlume di speranza che la contesa tra Cina e Stati Uniti possa avere una composizione civile. Però, certamente, per noi significa anche che la partita Ucraina è solo una di una serie complesse di sommovimenti geopolitici che si sono messi in moto".

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