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Regeni, Tajani: "Intravisto disponibilità diversa da Egitto"

25 gennaio 2023 | 09.18
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Il ministro degli Esteri, nell'anniversario della scomparsa: "Vediamo se a parole seguono fatti"

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(Foto Fotogramma)

Il presidente egiziano Abdel Fattah ''al-Sisi mi ha assicurato che l'Egitto farà di tutto per eliminare gli ostacoli che rimangono e che rendono difficile il dialogo con l'Italia''. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo al question time a una domanda su Giulio Regeni. La stessa disponibilità, ha proseguito il titolare della Farnesina, ''mi ha ribadito il ministro degli Esteri Shoukry, con cui avevo già affrontato l'argomento durante i Dialoghi mediterranei di dicembre''.

''Non c'è giustizia senza verità', ha quindi sottolineato Tajani, aggiungendo: ''Lo diciamo ancora più forte oggi, nell'anniversario della scomparsa di Giulio Regeni dalle strade del Cairo''. ''Con le autorità egiziane siamo aperti al dialogo perché fare altrimenti sarebbe voler dire abbandonare Giulio Regeni e la nostra richiesta di verità'', ha affermato il titolare della Farnesina che ha ''intravisto una disponibilità diversa da parte egiziana rispetto agli scorsi anni'' a collaborare sul caso Regeni durante la sua missione al Cairo lo scorso fine settimane. ''Vediamo se alle parole seguiranno i fatti'', ha detto ancora Tajani, sottolineando che ''continueremo a monitorare quello che farà l'Egitto in futuro''.

''Voglio, proprio oggi, confermare la mia vicinanza e quella del governo alla famiglia di Giulio Regeni che ha il diritto che si faccia luce su ciò che è accaduto e che i responsabili dell'orribile omicidio vengano processati e puniti'', ha ribadito.

Zaki

Nei colloqui avuti al Cairo Tajani ha ''affrontato anche il caso di Patrick Zaki e sulla vicenda dello studente egiziano dell'Università di Bologna continueremo a lavorare con discrezione e determinazione''.

Migranti

"Negli incontri con i miei interlocutori ho evidenziato che i flussi migratori irregolari non potranno essere contrastati senza un maggiore impegno dei governi dei paesi di origine o transito", ha dichiarato Tajani.

"Intendiamo promuovere la stabilità e la prosperità del Mediterraneo - ha affermato - perché non sia più un cimitero di migranti ma torni ad essere un mare di pace dove possano svilupparsi relazioni politiche culturali e commerciali a beneficio di tutti e a difesa dell'interesse nazionale".

"In questa strategia - ha aggiunto - si inquadrano le missioni del presidente del consiglio in algeria e le mie visite in queste settimane in Libano., Turchia ed Egitto insieme o in coordinamento con il ministro dell'Interno e gli altri colleghi. Nuove tappe seguiranno a breve in tutto il Mediterraneo allargato".

Ucraina

"L'italia è parte integrante della Ue e della Nato e di conseguenza lavoriamo con gli alleati per difendere l'indipendenza dell'Ucraina. Il parlamento ha prolungato il decreto per cui saranno inviate armi, ma per adesso si parla soltanto di sistemi di difesa aerea", ha affermato stamattina a 'Non stop news' su Rtl Tajani, aggiungendo che "continueremo a inviare aiuti per la popolazione e materiale elettrico e a sostenere il piano per la neutralità della centrale di Zaporizhzhia".

"Cina, Usa, Turchia e Vaticano - ha affermato il ministro degli Esteri - possono giocare un ruolo da protagonisti per una soluzione positiva del conflitto. L'ingresso della Finlandia e della Svezia nella Nato non acuirebbe le tensioni".

Quanto al rischio di una escalation nella guerra fra Russia e Ucraina, "ci sono sempre rischi, non so cosa abbiano in testa a Mosca. E' un pericolo all'orizzonte che va scongiurato e che sarebbe un errore clamoroso".

"Così come bisogna neutralizzare l'area di Zaporizhzia" per i possibili rischi legati al nucleare, ha aggiunto il ministro degli Esteri, "bisogna neutralizzare la possibilità che vengano utilizzate armi nucleari". "Anche la Cina - ha detto ancora - non ha interesse a un peggioramento della situazione e a una guerra nell'area occidentale che possa degenerare".

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