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Ucraina: ucciso insieme a Rocchelli, Mironov imparo' italiano in gulag Mordovia

25 maggio 2014 | 15.16
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Andrei Mironov, l'attivista russo ucciso insieme ad Andrea Rocchelli nella zona di Slovyansk in cui in questi giorni lavoravano insieme, aveva imparato l'italiano nel gulag della Mordovia in cui era stato detenuto in epoca sovietica dopo una condanna per la diffusione di samizdat. Da sempre è in prima linea: per denunciare gli abusi delle forze russe in Cecenia, dove aveva lavorato anche con Rocchelli ai tempi del secondo conflitto, la speculazione edilizia selvaggia nel centro di Mosca, con la distruzione delle case storiche degli Stagni del Patriarca che portava ogni visitatore a vedere con i propri occhi, o nelle battaglie di sensibilizzazione per la catastrofe ambientale del Lago d'Aral.

"Veniva molto spesso in Italia, di recente è stato a Milano, per la questione della Crimea", ricorda, parlando all'Adnkronos, Francesca Gori, presidente di Memorial Italia, l'organizzazione non governativa russa che si occupa di raccogliere le storie delle vittime delle repressioni e di seguire la situazione dei diritti umani in Russia, una organizzazione di cui Mironov, biologo di formazione, faceva parte. "Non era possibile trattenerlo, si lanciava in tutte le battaglie, era molto coraggioso, andava per conto suo", ricorda Gori, che aveva messo in contatto l'attivistà russo -punto di riferimento per i giornalisti, soprattutto italiani, nelle zone di crisi dell'area, dalla Cecenia, al Daghestan, alla Crimea e l'est dell'Ucraina- con Rocchelli nei primi anni duemila.

"A Slovyansk Mironov era andato perchè la situazione è molto simile (a quella della Cecenia, ndr): un conflitto separatista, il governo centrale che usa le armi pesanti, le case distrutte dai colpi di mortaio", testimonia, in una dichiarazione per Novoe Vremya Aleksandr Cerkasov, responsabile diritti umani di Memorial, ricordando di aver conosciuto Mironov nel 1993.

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