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Ue, antifrode 'blocca' le restituzioni M5S

27 novembre 2020 | 16.04
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Restituzioni 'congelate' per gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle. Da sempre al centro di malumori e guerre interne, il tema delle rendicontazioni torna sul tavolo del dibattito in casa M5S, mentre la base si appresta a votare il documento unitario degli Stati generali e, successivamente, l'organo collegiale che sostituirà la figura del capo politico. Dopo un intervento dell'Ufficio europeo per la lotta anti frode, secondo quanto apprende l'Adnkronos, gli eletti M5S a Bruxelles sono stati costretti a interrompere i versamenti e a rivedere le regole interne sulle restituzioni.

La questione si è aperta lo scorso 30 aprile, quando l'Olaf (l'Organismo anti frode dell'Ue), a conclusione di un'indagine, ha giudicato incompatibili, rispetto ai regolamenti del Parlamento europeo, i contributi che alcuni europarlamentari (non italiani) versavano al proprio partito. A seguito di quel pronunciamento, confermano all'Adnkronos fonti del M5S Europa, "siamo stati costretti a sospendere temporaneamente le nostre restituzioni, nelle modalità originariamente previste. Il capo politico è stato da tempo informato".

Le 'eccedenze' degli stipendi, assicurano i pentastellati, saranno restituite: "Poiché vogliamo onorare il nostro impegno morale stiamo velocemente procedendo ad una modifica dei nostri codici interni per rendere le nostre restituzioni compatibili con la normativa delle Istituzioni europee che, come dimostra l'inchiesta dell'Olaf, è diversa da quella italiana".

Le restituzioni di questi mesi e quelle future "verranno in assoluta tranquillità versate non appena le modifiche dei nostri codici interni saranno operative", rimarcano le stesse fonti.

Negli scorsi mesi diversi parlamentari 5 Stelle hanno lamentato una disparità di trattamento rispetto ai colleghi a Bruxelles: "Il regolamento sul trattamento economico emanato dal Comitato di garanzia nel 2018 vale anche per gli eurodeputati, eppure sul sito Tirendiconto.it non c'è traccia delle loro restituzioni, mentre consiglieri regionali e parlamentari sono tenuti a rendicontare mese per mese", l'accusa arrivata da diversi deputati e senatori grillini. L'intervento dell'Olaf ha fatto chiarezza sulla vicenda, ma ora le regole pentastellate andranno riscritte.

(di Antonio Atte)

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