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Ue boccia reverse charge e apre 'buco' da 728 mln. Mef lavora per evitare aumento tasse benzina

22 maggio 2015 | 18.54
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Lo stop della Commissione europea alla richiesta dell'Italia di una deroga sull'estensione dell'inversione contabile era già nell'aria. Oggi è arrivata la conferma

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INFOPHOTO - PRISMA

L'Ue boccia il meccanismo di reverse charge esteso alla grande distribuzione, provocando l'apertura di un 'buco' dal 728 milioni di euro. Secondo la clausola di salvaguardia le entrate dovrebbero essere assicurate dall'aumento delle accise sulla benzina, ma fonti del Mef garantiscono che le risorse saranno reperite diversamente. Lo stop della Commissione europea alla richiesta dell'Italia di una deroga sull'estensione dell'inversione contabile era già nell'aria. Oggi è arrivata la conferma dall'esecutivo Ue che ha motivato la sua decisione spiegando che la norma, prevista dalla legge di stabilità 2015, prevede "una vasta applicazione del meccanismo dell'inversione contabile", che "non è in linea" con l'articolo 395 della direttiva comunitaria sull'Iva, spiega la portavoce della Commissione Ue con delega alla Fiscalità, Vanessa Mock.

Inoltre, secondo la valutazione della Commissione, "non ci sono prove sufficienti" per cui la misura richiesta contribuirebbe alla lotta contro le frodi e l'evasione. La Commissione è inoltre del parere che questa misura potrebbe comportare "elevati rischi" di spostamento delle frodi verso il settore retail e altri stati membri. La bocciatura dell'Ue crea un 'buco' di 728 milioni, a cui potrebbero aggiungersi altri 998 milioni se sarà emesso un parere negativo anche sullo split payment. Per il momento la norma "è ancora in fase di analisi da parte della Commissione", fa sapere Burxelles.

La somma delle risorse attese dalle due misure ammonta a circa 1,7 miliardi che, secondo quanto prevede l'ex finanziaria, dovrebbero essere coperti dall'aumento delle accise sui carburanti, a partire dal 30 giugno. Ma dal ministero dell'Economia arriva subito la rassicurazione che non ci sarà alcun aumento della benzina. La decisione dell'Ue era nell'aria e il dicastero si era già messo al lavoro, per trovare una soluzione che escluda l'applicazione della clausola e, in generale, l'aumento delle tasse.

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