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Animali: Ue contro traffico di cuccioli, verso 'anagrafe' unica di cani e gatti

25 febbraio 2016 | 18.06
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(Fotogramma)

Giro di vite al traffico dei cuccioli: il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sull'introduzione di un meccanismo di condivisione a livello Ue dei dati sulla registrazione di cani e gatti, al fine di combattere il commercio illegale degli animali domestici. "Di fatto - spiega la Lav - l’istituzione di un'anagrafe unica europea che permetterà di tracciare tutti gli animali in Europa, fornendo un prezioso strumento di contrasto al traffico di cuccioli".

"E’ un grandissimo risultato - sottolinea la Lega antivivisezione in una nota - già dal 2008 chiedevamo che l’Europa si dotasse di sistemi di identificazione e registrazione uguali per tutti i Paesi dell’Unione e una più rigida regolamentazione per la movimentazione degli animali d’affezione. Ora la Commissione Europea dovrà dare seguito a questa risoluzione e sarà importante che il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea dia il massimo supporto all’approvazione della nuova normativa".

Nel testo della risoluzione, non vincolante, si evidenzia che sebbene "la maggioranza degli Stati membri" abbia "già un certo livello di requisiti per la registrazione e/o l'identificazione degli animali", la "maggior parte di questi database non sono ancora compatibili e c'è una tracciabilità limitata quando gli animali vengono spostati in tutta l'Ue". Si sottolinea anche che gli animali da compagnia oggetto di commercio illegale sono "spesso allevati in cattive condizioni, hanno avuto una scarsa socializzazione e sono maggiormente esposti al rischio di malattie". E che "il 70% delle nuove malattie insorte negli esseri umani negli ultimi decenni sono di origine animale".

"La norma vigente, adottata nel 2003 per agevolare lo spostamento degli animali d’affezione a seguito di familiari che viaggiavano per lavoro, vacanza, mostre o manifestazioni, veniva troppo spesso utilizzata, invece, per la movimentazione di animali a scopo commerciale, anche da parte di organizzazioni criminali - spiega la Lav - Si stima che il traffico illegale di cani e gatti nell’Unione Europea sia il terzo più redditizio, dopo quello di armi e droga. I traffici illegali 'danno lavoro' a molte disumane 'fabbriche di cuccioli' e a veri e propri 'spacciatori' di pedigree per cani e gatti".

"I cuccioli vengono trasportati da un Paese all’altro senza i necessari vaccini, in condizioni orribili e, a causa della scarsa o assente socializzazione, possono diventare aggressivi o addirittura pericolosi - prosegue l'associazione - Molti di loro contraggono malattie anche mortali, che in alcuni casi mettono a rischio la salute di altri animali e degli umani stessi, come nel caso della rabbia".

Questo risultato è stato possibile anche grazie al sostegno della Lav alla campagna lanciata da Eurogroup for Animals #protectourpets: attraverso la petizione, infatti, sono state inviate agli europarlamentari più di 430mila mail, di cui quasi 180mila ai nostri rappresentanti italiani e dall’Italia sono state inviate il 41,3% del totale delle firme.

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