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Ue, il partito di Orban lascia il Ppe

03 marzo 2021 | 12.23
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La decisione di Fidesz dopo il cambio delle regole sull'esclusione. Possibile approdo all'Ecr

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(Afp)

Fidesz, il partito ungherese guidato da Viktor Orban, lascia il gruppo del Ppe nel Parlamento Europeo. Il divorzio si è consumato questa mattina, dopo che il gruppo ha modificato le regole interne, che consentono ora di escludere membri del gruppo con maggiore facilità (occorre una maggioranza dei due terzi, ma non vengono conteggiate le astensioni, e si possono espellere "membri", mentre prima occorreva procedere eurodeputato per eurodeputato) e introduce la possibilità della sospensione, che prima non era prevista. La reazione degli ungheresi, ad una mossa che evidentemente non è arrivata inattesa, è stata fulminea: il primo ministro magiaro ha scritto al presidente del gruppo dei Popolari, il bavarese Manfred Weber, annunciando che gli eurodeputati lasceranno il gruppo Ppe "immediatamente", dato che le nuove regole sono "chiaramente una mossa ostile a Fidesz e ai suoi elettori".

Fidesz verrà espulso dal Partito Popolare Europeo, dal quale è attualmente sospeso. Il Ppe, informa il partito, "è stato informato dell'intenzione dei membri di Fidesz di lasciare il gruppo parlamentare. Fidesz ora affronterà una procedura di esclusione dal partito, a norma dell'articolo 3. Questa deve essere decisa dall'assemblea politica del Ppe, che si riunirà quando sarà sicuro farlo, alla luce della situazione pandemica".

Ora che Fidesz ha abbandonato il gruppo del Ppe nel Parlamento Europeo, occorrerà capire dove si collocheranno i 12 eurodeputati ungheresi del partito di Viktor Orban. Per ora passeranno tra i Non Iscritti, prima di prendere una decisione. La destinazione più probabile, però, a quanto si apprende a Bruxelles, sarebbe quella dell'Ecr, il gruppo dei Conservatori e Riformisti copresieduto dal polacco Ryszard Antoni Legutko, del Pis polacco, e dall'italiano Raffaele Fitto, di Fratelli d'Italia.

L'altra destinazione possibile è quella del gruppo Identità e Democrazia, che tuttavia appare meno probabile, per una serie di motivi, non ultimo il fatto che per un Paese come l'Ungheria, che conserva stretti legami, in primo luogo economici, con la Germania, finire in un gruppo gomito a gomito con Alternative fuer Deutschland, i nemici giurati di Angela Merkel, potrebbe essere meno desiderabile.

Tutto può succedere e decisioni non sono state ancora prese, ma i Conservatori e Riformisti appaiono una destinazione più naturale, anche qui per una serie di ragioni, in primis gli ottimi rapporti tra Ungheria e Polonia, che fanno parte entrambi del gruppo di Visegrad, il cosiddetto V4. Vanno messe poi sul piatto le eccellenti relazioni di Viktor Orban non solo con Jaroslaw Kaczynski, leader del Pis, ma anche con l'italiana Giorgia Meloni, presidente del partito europeo dell'Ecr (appena sei giorni fa le ha scritto una lettera, definendo Fratelli d'Italia "compagni di battaglia").

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