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Ue, 300 mln dosi vaccini anti Covid nel secondo trimestre 2021

09 marzo 2021 | 08.05
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Sulla base delle "ultime discussioni" con le imprese produttrici di vaccini anti-Covid, all'Ue nel secondo trimestre del 2021 dovrebbero essere consegnate complessivamente circa "300 milioni di dosi" di vaccini, in media "100 mln al mese". Lo dice il portavoce della Commissione Europea per la Salute Stefan de Keersmaecker, confermando, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, quanto affermato dalla presidente Ursula von der Leyen in un'intervista allo Stuttgarter Nachricthen pubblicata oggi. Giovedì 11 marzo l'Ema dovrebbe dare parere positivo per l'autorizzazione del vaccino di Janssen (gruppo Johnson & Johnson). 

In precedenza, il 23 febbraio scorso, il vicepresidente della Commissione Maros Sefcovic aveva indicato la cifra di "300 mln" di dosi per le consegne nel secondo trimestre "dei tre vaccini autorizzati", cioè Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca. Oggi, a sole 2 settimane di distanza, von der Leyen parla della stessa cifra, ma con ogni probabilità includendo nel computo totale anche Johnson & Johnson (altrimenti lo avrebbe specificato), che verrà autorizzato giovedì prossimo.

Per il portavoce de Keersmaecker, le cifre fornite da von der Leyen sono "previsioni" basate sugli ultimi dati resi disponibili dalle aziende produttrici. La Commissione non ha chiarito esplicitamente se Johnson & Johnson sia inclusa nel calcolo: 300 mln "è la cifra globale di dosi che prevediamo per il secondo trimestre. La situazione evolve ed è per questo che siamo sempre molto prudenti nelle nostre stime", ha risposto il portavoce capo Eric Mamer, senza dare dettagli sulla composizione del totale.

E' probabile tuttavia che il vaccino di Janssen (J&J), che dovrebbe essere autorizzato giovedì prossimo, sia incluso nelle stime relative al secondo trimestre fornite da von der Leyen, visto che le difficoltà con AstraZeneca proseguono, al punto che la Commissione ha acconsentito a bloccare l'esportazione di 250mila dosi di vaccino prodotte dalla multinazionale anglosvedese verso l'Australia, come richiesto dall'Italia.

Le previsioni per il secondo trimestre non sono definitive, ma "possono evolversi" sulla base della situazione sul terreno, aggiunge Mamer. "Non forniamo dati sulle singole compagnie", continua Mamer. "Le previsioni sono abbastanza volatili", ma "per il momento puntiamo a un raddoppio delle consegne di dosi nei prossimi mesi rispetto a marzo: questo dimostra che c'è un trend al rialzo" nelle consegne". E' evidente che i problemi di produzione esplosi nel primo trimestre non sono stati ancora risolti.

La Commissione non ha fornito spiegazioni nel dettaglio, quindi non si può affermare con assoluta certezza a quale compagnia si deve il fatto che, con l'aggiunta di un quarto vaccino, il totale stimato rimanga sempre lo stesso. Tutto, comunque, fa pensare che i problemi siano ancora localizzati nella compagnia anglosvedese. Nel recente passato è stata AstraZeneca la compagnia che ha avuto i problemi di produzione più rilevanti. Ed è stata AstraZeneca l'unica azienda farmaceutica a vedersi bloccare l'esportazione di un lotto di vaccini, dopo ben 174 'via libera' da parte dell'Ue, da quando è in vigore il meccanismo di sorveglianza sulle esportazioni.

Non è detto che la compagnia guidata da Pascal Soriot abbia recepito il messaggio: "Non siamo qui per tentare di capire se il management di una società ha ricevuto il messaggio o no - risponde Mamer - quello che è chiaro è che abbiamo una politica che è mirata ad assicurare la trasparenza sull'esportazione di vaccini fuori dall'Ue e che la Commissione e i Paesi hanno la possibilità di bloccare le esportazioni, se abbiamo l'impressione che le consegne di vaccini ai clienti europei non procedono secondo i piani".

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