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Entro il 31 dicembre 2015

Ue: Uil, ancora 28 mld di fondi strutturali da spendere entro 2015

07 giugno 2014 | 14.44
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Roma, 7 giu. (Adnkronos) - Fino al 31 dicembre 2015 rimangono da spendere ancora 28, 8 miliardi di euro (di cui 15,4 miliardi di euro di cofinanziamento nazionale) dei Fondi strutturali europei. A lanciare l’allarme è un’analisi del Servizio politiche territoriali della Uil sulla spesa dei fondi del Fse (Fondo sociale Europeo), del Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e del Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale).

“Ciò significa - spiega Guglielmo Loy, segretario confederale Uil - che da qui alla fatidica scadenza di dicembre 2015 dobbiamo spendere poco meno di quanto utilizzato nei 7 anni precedenti, pena restituzione di queste risorse a Bruxelles”.

Secondo l’analisi, “stando anche alle dichiarazioni del Sottosegretario Graziano Del Rio, sono veramente a rischio restituzione oltre 5 miliardi di euro”.

Inoltre, si legge, “ci sono da spendere ancora 13,7 miliardi di euro per il biennio 2014-2015 della programmazione del Fondo sviluppo e coesione 2007-2013. In particolare, per quanto riguarda l’Fse su un totale di 14,3 miliardi di euro disponibili ne sono stati rendicontati a Bruxelles 8,8 miliardi (il 61,2%). Per il Fesr su un totale di finanziamento per il periodo 2007-2013 di 33,4 miliardi di euro, ne sono stati spesi 16,4 miliardi (il 49%). Il Feasr, invece, su 17,6 miliardi di euro, ne sono stati rendicontati 11,4 miliardi (il 55,9% del totale).

I ritardi nella spesa dei Fondi, spiega la Uil, sono generalizzati ma le regioni che, per non perdere le risorse, devono spendere più sono la Campania e la Sicilia, rispettivamente con il 65,2% e 57,9% (3,5 miliardi di euro) dei fondi spesi. Per Loy dover restituire queste risorse “sarebbe una vera e propria tragedia e un atto di autolesionismo da parte del governo, a fronte dei dati allarmanti sull’occupazione”.

Tuttavia, precisa il segretario, “non c’è soltanto un problema di velocità di spesa, ma anche di qualità della stessa”. Loy ricorda infatti che recentemente la Commissione Ue aveva raccomdandato all’Italia garantire una migliore gestione dei fondi, della capacità di amministrazione, della trasparenza, della valutazione e del controllo di qualità a livello regionale, specialmente nelle regioni del Mezzogiorno.

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