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Ufo: alieni o universi paralleli, dietro potrebbe esserci la 'dimensione di Magonia'

14 maggio 2015 | 16.50
LETTURA: 3 minuti

Un'ipotesi, questa, che spiegherebbe non solo gli avvistamenti degli Ufo, ma anche quelli di fate, gnomi, elfi, folletti, creature soprannaturali di vario tipo

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Foto fornita dal Centro Ufologico nazionale

Bufale, sperimentazioni segrete, fenomeni meteorologici o prova di vita extraterrestre? E se invece gli Ufo fossero la manifestazione dell'esistenza di un universo parallelo? E' la spiegazione più accreditata secondo Gianfranco De Turris, giornalista, saggista e scrittore, consulente editoriale di Edizioni Mediterranee, studioso della letteratura del fantastico in Italia.

"Un modo per spiegare questo fenomeno, depurandolo da imbrogli, bufale, sperimentazioni segrete e fenomeni meteorologici, è quello di utilizzare l'ipotesi di Jacques Vallée: la dimensione di Magonia, un mondo parallelo al nostro che ogni tanto si fa vivo nella nostra realtà", spiega all'Adnkronos. Cerchiamo di capire di cosa si tratta: secondo l’ufologo franco-americano Jacques Vallée esisterebbe un universo parallelo al nostro, la cosiddetta "dimensione di Magonia" in grado di interferire con noi.

Gli Ufo non sarebbero, quindi, manifestazioni aliene ma entità parafisiche provenienti da un universo parallelo. Un'ipotesi, questa, che spiegherebbe non solo gli avvistamenti degli Ufo, ma anche quelli di fate, gnomi, elfi, folletti, creature soprannaturali di vario tipo.

Ufologi a parte, le teorie sugli universi paralleli impegnano i fisici teorici da almeno mezzo secolo dedicando al tema complicati calcoli matematici e teorie (la più famosa delle quali è la teoria delle stringhe). Dimensioni alternative, separate e distinte dalla nostra ma coesistente con essa il cui insieme è detto multiverso. E in questa pluralità di universi paralleli, ogni decisione che prendiamo nella nostra realtà ne creerebbe di nuove. Una sorta di "Sliding doors", per fare un esempio cinematografico

Multiverso, mondi alternativi o ipotetici, dunque, che secondo De Turris ogni tanto farebbero capolino nella nostra realtà dando vita a fenomeni inspiegabili, "eppure sempre adeguati alla cultura del momento - sottolinea - per fare un esempio, in epoca pre-aviazione gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati venivano descritti come mongolfiere".

Poi, c'è sempre la questione del fascino che i fenomeni inspiegabili esercitano un po' su tutti noi, perché alla fine "anche oggi, nonostante tutte le 'meraviglie tecnologiche' di cui disponiamo, siamo attratti dal mistero che è insito nella nostra natura, forse semplicemente perché non riusciamo ad accontentarci della banalità". Un modo per non arrenderci al fatto che la realtà possa esaurirsi in ciò che conosciamo, o per continuare a pensare che in un altro mondo la nostra vita possa aver preso una strada diversa.

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