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Ugl: Centrella, non mi dimetto, nulla che possa ledere sindacato

15 aprile 2014 | 18.50
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Nessun acquisto di gioielli, nessuna irregolarità. E, quindi, niente dimissioni. Per Giovanni Centrella, leader Ugl, dalla segnalazione su operazioni incongrue, avviata da Bankitalia nel 2010 e formalizzata oggi dalla magistratura, con la perquisizione della sede del sindacato e del suo appartamento, non c'è nulla da temere. E in una conferenza stampa convocata nel tardo pomeriggio chiarisce, nota della Procura alla mano, e cifra per cifra, tutte le contestazioni che la Guardia di finanza gli ha sollevato.

L'ipotesi di reato, infatti, nasce da tre operazioni, "perfettamente tracciabili, senza alcun occultamento di denaro perchè si tratta di spese imputabili al sindacato", dice. In particolare, dunque, annota ancora i bonifici per 38.425 euro transitati dal conto dell'Ugl a quello di sua moglie, dal 2010 ad oggi, corrisponderebbero alla somma degli emolumenti percepiti da Centrella nel corso del tempo, "su cui per altro ci ho sempre pagato le tasse".

Una scelta, questa, aggiunge, "dettata dalla volontà di non mischiare i miei soldi personali con quelli con cui agisco per il sindacato che si trovano invece sul mio conto corrente". (segue)

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