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Pensioni: Uil, anticipo per lavoratori licenziati è strada sbagliata

03 settembre 2014 | 17.18
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Proietti: via maestra è reintrodurre flessibilità nel sistema, possibilità di andare in pensione tra 62 e 70 anni.

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Domenico Proietti, segretario confederale della Uil

"E' una strada sbagliata, che penalizza ulteriormente il mondo del lavoro e i futuri pensionati. La via maestra è reintrodurre la flessibilità in entrata alla pensione, permettere ai lavoratori tra i 62 e i 70 anni di scegliere quando andarci". Così Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, con Labitalia, commenta l'ipotesi, allo studio del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, del prestito pensionistico a se stessi per i lavoratori delle aziende in crisi che, se licenziati a 3-4 anni dalla pensione, potrebbero intanto prenderne una parte da restituire poi al momento del conseguimento dell'assegno pensionistico, in piccole rate.

"Tutte le altre ipotesi per risolvere il problema -attacca Proietti- sono fortemente penalizzanti per i lavoratori e rappresentano solo dei palliativi. E tutto ciò deprime anche la nostra economia".

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