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Rifiuti: 1 milione di tonnellate di pneumatici fuori uso recuperati in 4 anni

07 settembre 2015 | 14.53
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Il bilancio della società Ecopneus

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Recupero di pneumatici a Cales

Un milione di tonnellate di pneumatici fuori uso (pfu) raccolti e recuperati dal 2011 a oggi: l’equivalente del peso di otto navi da crociera. Questo il bilancio di Ecopneus, società senza scopro di lucro che gestisce il 70% dei pfu presenti in Italia, a quattro anni dall'avvio del sistema nazionale di recupero. Il numero più alto di pneumatici proviene dalla Lombardia (96mila tonnellate), seguita da Campania (82mila), Lazio (79mila) e Sicilia (77mila).

Il materiale, equivalente in peso a 100 milioni di singoli pneumatici per automobile, è stato trasformato in polverino per asfalti silenziosi, pavimentazioni sportive ecologiche e insonorizzazioni per l'edilizia e per produrre nuova energia e cemento. Dal 2011 ad oggi il 62,5% dei pfu raccolti è stato usato per recuperare energia, mentre il 37,5% è stato trasformato in nuovi materiali. I vantaggi del recupero dei pneumatici sono economici ed ambientali: nel 2014, a livello nazionale, sono stati risparmiati 105 milioni di euro sulle importazioni di materia prima vergine, evitando l’immissione di 344mila tonnellate di Co2 in atmosfera, lo spreco di quasi due milioni di metri cubi di acqua e l'utilizzo di 377mila tonnellate di risorse minerali e fossili, necessarie alla produzione dei beni che il riciclo va a sostituire.

Intervenendo in situazioni di emergenza per ripulire dodici stock storici nazionali, dal 2011 Ecopneus ha recuperato altre 65mila tonnellate di pneumatici fuori uso, un volume equivalente a quello di 80 piscine olimpioniche. Tra queste operazioni, il recupero di 656 tonnellate di materiale in 17 Comuni della Terra dei fuochi.

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