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Archeologia

Un tesoro romano scoperto nel santuario di San Casciano dei Bagni

06 agosto 2021 | 12.47
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Capolavori di arte dell’antichità riemergono tra le offerte nella vasca sacra

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Capolavori dell'antichità sono riemersi tra le offerte nella vasca sacra del santuario romano del 'Bagno Grande' a San Casciano dei Bagni (Siena). All'ombra degli altari romani di Iside, Fortuna Primigenia e Apollo, che l'anno passato gli archeologi hanno ritrovato poggiati sul bordo della vasca sacra, ora il team dello scavo diretto da Jacopo Tabolli, funzionario archeologo della Soprintendenza archeologica per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, e da Emanuele Mariotti, archeologo esperto di topografia e geofisica, ha portato alla luce anche una parte delle colonne crollate nella vasca.

E al di sotto delle colonne, si è dischiuso, intatto, il deposito votivo del santuario. Sotto il volto di un grande toro, magistralmente scolpito in bassorilievo su un blocco della vasca, a oltre due metri di profondità sono riemerse nel fango caldo le offerte degli antichi fedeli che si recavano presso la sorgente sacra: centinaia di monete d'oro, argento, oricalco e bronzo che celebrano la pax augustea, l'apogeo flavio e le gesta di Traiano, Adriano e Marco Aurelio, assieme ad una serie di cinque bronzetti sacri di offerenti - tra cui si riconosce uno splendido Pan - e poi cinture in lamina di bronzo, fiaccole miniaturistiche, clave di Ercole ed altri attributi sacri.

Il pezzo forse più eclatante, spiega un comunicato congiunto del Comune di San Casciano dei Bagni e della Soprintendenza, è un putto in bronzo - un infante che reca la sacra bulla al collo e che ancora sorride teneramente a distanza di duemila anni dalla sua deposizione nell’acqua calda. L'artista toreuta che lo plasmò, certamente afferente ad un’altissima scuola (con chiari modelli ellenizzanti alle spalle), realizzò questo capolavoro agli inizi del II secolo a.C. Il Putto del Bagno Grande richiama il celeberrimo Putto Graziani ai Vaticani e, proprio come questo, sulla sua coscia destra corre una misteriosa iscrizione antica che celebra l’offerta nel santuario e la sua divinità.

Ma le sorprese non sono finite. Accanto agli altari, lo scavo della superficie della vasca sacra ha portato alla luce una serie di 'orme' scolpite nel travertino. Erano ricolme di piombo e tracce d'argento, come le primissime analisi in Xrf condotte dall'Università di Siena hanno dimostrato. Sono piedi di adulti, giovani e bambini, sono zoccoli di toro e orecchie. In molti casi si conservano interamente i piedi, che calzavano eleganti sandali.

Come sempre in archeologia occorre prudenza nell’interpretazione, ma analoghe testimonianze sono spesso legate alle 'vestigia' di Iside e Serapide e potrebbero testimoniare un rito antico di venerazione presso la sorgente dove il fedele nel percorrere le orme o nel porre l’orecchio presso il bordo della vasca, entrava in connessione con la divinità salutare. Sulla fine del II secolo d.C., accanto agli altari degli dei, i Romani offerenti nel santuario sarebbero andati con i piedi di piombo e il gesto della loro offerta è rimasto per sempre suggellato sulla vera della vasca.

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