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Musica

Carmen Consoli acustica e sperimentale: tre Live romani da incanto

04 marzo 2017 | 12.44
LETTURA: 4 minuti

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Carmen Consoli sul palco dell'Auditorium Parco della Musica di Roma

di Antonella Nesi

La sua voce che sembra migliorare con il tempo, le sue tre chitarre acustiche, un set raccolto che è una conchiglia aperta in un abbraccio di luce e ad accompagnarla in alcuni brani un violino e un violoncello, di cui lei stessa ha scritto le partiture. Carmen Consoli conquista con una incantevole semplicità la platea romana dell'Auditorium Parco della Musica, con tre date sold out di "Eco di sirene", il nuovo tour teatrale della cantantessa siciliana, che è approdato da giovedì scorso nella capitale dopo alcune date nel nord Italia e che proseguirà fino a fine aprile.

Dopo il successo del tour di "L'abitudine di tornare", dove Carmen aveva voluto con sé una bassista e una batterista per un sound più rock, questa volta la scelta è più intima ma con un suono nuovo e sempre sperimentale: per l'incipit del concerto la Consoli affronta la platea da sola ma poi si fa raggiungere sul palco da una violinista, Emilia Belfiore, e una violoncellista, Claudia Della Gatta. Il progetto è lo sviluppo del fortunatissimo tour Anello Mancante del 2008, nel quale Carmen si esibiva sola sul palco con le sue 6 chitarre acustiche. Il suono e gli arrangiamenti sono pensati da Carmen appositamente per la formazione con archi e chitarra acustica. Ma l'eco delle sirene non è solo quello di queste brave musiciste, di nuovo 'tri fimmine', come dice Carmen poco dopo l'inizio del concerto: "Le sirene sono creature magiche e noi siamo tre sirene. Ma la sirena è anche un allarme di pericolo imminente, nel peggiore dei casi un pericolo di guerra. Quando ho scritto questa canzone avevamo vicino quella die Balcani, adesso c'è la guerra in Libia, in Siria. La pace non è mai di moda, a quanto pare. Però una guerra di tendenza, invece, c'è: ed è quella quotidiana che prodi condottieri combattono dietro una tastiera, offendendo e calunniando gli altri. E poi che dire della guerra che noi stessi abbiamo dichiarato alla nostra santissima, intossicatissima, non più vergine madre Terra? E poi c'è una guerra al buon senso e alla convivenza armoniosa tra i popoli di diversa cultura e tradizione. E risuona sordo e stridente l'allarme sociale di una nazione che vota per isolarsi, come l'Inghilterra, oppure di un'altra che vota per alzare e costruire ancora muri, come l'America".

La scaletta ondeggia negli oltre vent'anni di carriera di questa cantautrice che ha dato voce come poche altre a tanti ritratti femminili, felici e tormentati, violati e calunniati ma sempre indomiti. Così ci sono brani dall'ultimo album 'L'Abitudine di tornare' come 'Ottobre' ma anche il suo primo singolo, 'Quello che sento' (che Carmen dedica alla nonna Carmelina da cui ha preso il nome), e ci sono i grandi successi, da 'Amore di plastica' a 'Confusa e felice', da 'Parole di burro' a 'L'ultimo bacio', da 'Ioggia d'aprile' a 'Contessa miseria', che fanno esplodere in ovazioni anche a scena aperta la platea dell'Auditorium, fino a 'Mandaci una cartolina', che l'artista ricorda commossa di aver dedicato al padre scomparso. Emozionante anche l'omaggio che la Consoli dedica a Rosa Balistreri, la cantante e cantastorie di Licata, di cui porta sul palco 'Buttana di to mà': "In America avevano Janis Joplin, noi avevamo Rosa Balistreri", dice la cantantessa tra gli applausi, prima di intonare 'A finestra', che proprio alla lezione della Balistreri si ispira.

Dopo le tre date romane, il tour di Carmen Consoli prosegue il 5 marzo a Venezia (Teatro La Fenice), l'8 e il 9 a Bologna (Teatro delle Celebrazioni), l'11 marzo a Senigallia (Teatro la Fenice), il 18 a Pescia (Teatro Pacini), il 19 marzo a Genova (Teatro Politeama), il 20, 21, 22 e 24 marzo a Milano (teatro Dal Verme), il 29 a Napoli (Teatro Augusteo), il 30 a Bari (Teatro Petruzzelli), il 31 a Lecce (Teatro Politeama Greco), il 7 aprile a Cagliari (Auditorium del Conservatorio), l'8 aprile a Sassari (Teatro Verdi), l'11 a Palermo (Teatro Biondo), il 12 e 13 aprile ad Agrigento (Teatro Pirandello), il 14 a Messina (Auditorium Palacultura Antonello), il 23 a Lugano (Teatro Lac), il 24 a Firenze (Teatro la Pergola), per concludersi il 29 e 30 aprile a Mantova (Teatro Sociale).

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