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Rugby: una miss col fischietto, arbitro tra i colossi e non ho paura

27 gennaio 2015 | 13.16
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Maria Beatrice Benvenuti ha 21 anni e non ha paura di scendere in campo per dare ordini a 30 'giganti'. "Ho iniziato ad arbitrare a 16 anni e nella prossima stagione, probabilmente, scenderò in campo nel Sei Nazioni femminile", dice la ragazza, romana di Trastevere, nella giornata dedicata alla presentazione del Sei Nazioni maschile

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Maria Beatrice Benvenuti, arbitro di rugby (Foto Adnkronos)

"In campo mi faccio rispettare". Parola di arbitro. Anzi, di arbitra. Maria Beatrice Benvenuti ha 21 anni e non ha paura di scendere in campo per dare ordini a 30 'giganti'. "Ho iniziato ad arbitrare a 16 anni e nella prossima stagione, probabilmente, scenderò in campo nel Sei Nazioni femminile", dice la ragazza, romana di Trastevere, nella giornata dedicata alla presentazione del Sei Nazioni maschile. Il fischietto rosa, il più giovane arbitro federale del mondo, farà parte del team di DMAX (canale 52 del digitale), l'emittente che trasmette le partite del torneo, e avrà il compito di spiegare le decisioni arbitrali ai telespettatori.

"E' una grande emozione affrontare questa avventura e vivere il Sei Nazioni in questa veste", dice all'Adnkronos. Il curriculum della giovanissima ufficiale di gara è già ricchissimo: "Ho arbitrato nel Sei Nazioni Under 20 femminile e tra poco tornerò in campo per Francia-Inghilterra Under 20. Ho preso parte alla Coppa del Mondo femminile, alle Universiadi nel 2013, alle World Series e alle Olimpiadi giovanili di Nanchino", spiega la studentessa di scienze motorie.

"Non sembro una persona del mondo del rugby? In campo sono autoritaria, non faccio sconti. E qualche giocatore mi ha detto che sono proprio una stronza...", confessa sorridendo. Il feeling con la palla ovale è una questione di famiglia: "Mio padre è un grande appassionato, ma non è mai stato un giocatore. Ho due fratelli di 19 e 11 anni che giocano. E ho una sorella di 16 anni che sta seguendo il mio percorso: arbitra anche lei", spiega. Più difficile tenere in riga gli uomini o le donne? "Con le ragazze c'è maggiore empatia, è chiaro. Ma gli uomini, in campo, spesso sono più semplici da decifrare". Il sogno nel cassetto? "Le Olimpiadi, come ogni sportivo".

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