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Unicredit, Ghizzoni pronto ad avvicendamento. Palla aumento capitale a nuovo Ceo

24 maggio 2016 | 21.07
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Federico Ghizzoni e il cda di Unicredit hanno ravvisato che sono maturate le condizioni per un avvicendamento al vertice. L'amministratore delegato ha dunque dato la propria disponibilità a definire un'ipotesi di accordo per la risoluzione del rapporto. Manterrà le proprie funzioni fino alla nomina del suo successore, supportandolo nella fase di transizione. Il board si è riunito poco dopo le 16 in piazza Gae Aulenti a Milano e ha concluso l'incontro alle 18.30 circa.

Ghizzoni ha risposto dunque con un passo indietro alle pressioni esercitate dai soci e dal mercato per un ricambio dei vertici al fine di gestire le nuove sfide dell'istituto. A partire dalla capitalizzazione e dalla profittabilità della banca. Per quanto riguarda il primo aspetto, con i coefficienti di poco superiori a quanto richiesto (Cet1 fully loaded 10,85% e transitional 10,50%) dalla Bce, Unicredit non è giudicata sufficientemente solida, tenuto conto che è una banca sistemica. Nessun problema per quanto riguarda l'utile (primo trimestre archiviato), ma resta il problema della profittabilità che il mercato vuole più alta e che potrebbe diminuire in caso di cessioni.

Tutto ruota dunque intorno alla necessità di aumentare la patrimonializzazione della banca, obiettivo che potrebbe essere perseguito cedendo alcuni asset o affrontando un aumento di capitale. Secondo gli analisti, che si sono esercitati a studiare potenziali cessioni di FinecoBank, Yapi Kredi, Pekao Bank, la vendita potrebbe migliorare la situazione patrimoniale ma non sarebbe una soluzione esaustiva e definitiva. In poche parole si renderebbe nuovamente necessario un aumento di capitale. Ghizzoni, in realtà, ha sempre negato la necessità di una nuova ricapitalizzazione, preferendo altre ipotesi. Ma la stima degli analisti indica un fabbisogno che si aggira intorno ai 5-7 miliardi di euro. Per altro un nuovo aumento non viene guardato con favore dagli azionisti che si vedrebbero ulteriormente diluiti. Insomma un orizzonte a breve fortemente sfidante per il nuovo amministratore delegato.

Il cda, all'unanimità, ha ringraziato l'ad "per l'alta qualità del lavoro svolto nell'interesse del gruppo, degli azionisti e dei dipendenti". Ha anche espresso "un forte apprezzamento per la grande competenza e totale dedizione con cui ha guidato la banca in condizioni di mercato estremamente difficili". Il consiglio di amministrazione ha dato incarico al presidente, Giuseppe Vita, di avviare il processo di successione dell'amministratore delegato.

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