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Pa: Unioncamere e Cgia Mestre, sistema camerale virtuoso e utile

29 luglio 2014 | 17.55
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Intanto, prosegue l'autoriforma delle Camere di commercio in Sicilia e Abruzzo.

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Ferruccio Dardanello - (foto Labitalia)

Le Camere di commercio sono un modello virtuoso, forniscono servizi utili alle imprese e la loro cancellazione o depotenziamento avrebbe ripercussioni negative sulle aziende e metterebbe inoltre a rischio uno strumento efficace e funzionante come il registro delle imprese. E' quanto emerge da uno studio realizzato da Cgia Mestre e Unioncamere Veneto sul sistema camerale italiano e sui possibili effetti della riduzione dei diritti annuali ipotizzata dal governo all'interno della riforma della Pubblica amministrazione.

A fronte di un peso pari solo allo 0,2% sulla spesa pubblica nazionale, sottolinea il segretario di Cgia Mestre, Giuseppe Bortolussi, le Camere di commercio riescono ad autofinanziarsi per l'81% grazie a diritti annuali, diritti di segreteria e proventi della gestione di beni e servizi. "Le spese di funzionamento - avverte Bortolussi - adesso non gravano sulla spesa pubblica ma dopo l'annuciata riforma lo farebbero". Inoltre, precisa l'associazione, tra il 2003 e il 2012 la riduzione del personale delle camere di commercio è stato dell'11,9%. Dalla Cgia di Mestre richiamano l'attenzione su un possibile aggravio per le casse dello Stato per via del trasferimento delle funzioni camerali ad altri enti. "Il sistema delle camere di commercio - continua il segretario - rappresenta un esempio di federalismo realizzato e funzionante" ed è un "ente specializzato che dà servizi alle piccole imprese".

Unioncamere, Unioncamere Veneto e Cgia Mestre ricordano infatti che un depotenziamento delle Camere di commercio potrebbe avere conseguenze negative non solo sul fronte occupazionale (si stimano circa 2500 posti di lavoro a rischio) ma anche sui finanziamenti che vengono restituiti alle imprese. Nel 2012, riporta lo studio, sono state erogati 81,6 milioni di euro a sostegno del credito. Mentre dall'inizio della crisi i finanziamenti ai Confidi sono aumentati dell'87%. La riforma voluta dal governo è "un'assurdità", ribadisce Bortolussi, perchè le camere di commercio sono "un ente virtuoso che dà una serie di servizi alle imprese che nessuno dà".

A questo proposito il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, sottolinea l'importanza rivestita nell'aiutare le imprese per l'export, mettendo in contatto con le camere di commercio italiane all'estero e con quelle degli altri Paesi europei, e nell'ottenere i finanziamenti dell'Ue. Un ruolo importante, secondo Dardanello, soprattutto in un momento in cui viene chiesto di sfruttare tutte le risorse messe a disposizione dall'Unione Europea. Ben l'81% delle aziende con meno di 50 addetti giudica, secondo lo studio della Cgia Mestre, il sistema camerale efficiente. "E' bene e opportuno, in fase di spending review, razionalizzare le risorse" ma "gran parte del sistema delle pmi chiede di continuare a pagare il diritto camerale". Quindi, aggiunge Dardanello, "siamo disposnibili a una riforma, come già dimostrato con l'avvio di un'autoriforma, ma il governo ci sostenga". "La decisione del Parlamento di accogliere la nostra richiesta di spalmare i tagli in tre anni - spiega Dardanello - ci dà un po' di tempo per portare avanti quel percorso di riforma" ma, avverte, "bisogna cambiare con raziocinio".

In un'ottica di riforma, suggerisce il presidente di Unioncamere Veneto, Ferdinando Zilio, alle Camere di commercio potrebbero essere tuttavia date più competenze. "Dal momento che le province sono state depotenziate, le camere di commercio potrebbero essere un luogo dove riposizionare gli uffici del lavoro. Ma c'è anche il turismo. Il sistema camerale lavora già per aiutare l'internazionalizzazione delle imprese e mettere insieme anche il turismo sarebbe utile", dice.

Su come verranno gestiti i tagli che le Camere di commercio dovranno affrontare a seguito della riduzione dei diritti annuali, il presidente di Unioncamere precisa che "ognuno deciderà come agire, in base anche alla particolare vocazione territoriale". "Dal 1° gennaio 2015 - spiega - è previsto un taglio del 35% del diritto camerale, quindi tutte le nostre iniziative legate alle promozioni dovranno essere compromesse perchè ci sarà il 35% di risorse in meno per i servizi alle imprese". Di sicuro, avverte Dardanello, "il 2015 sarà un anno di grande sofferenza" per il sistema camerale.

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