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Unioni civili, associazioni Lgbt in piazza: "No a giochi a rialzo su ddl" /Foto

24 febbraio 2016 | 17.03
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"È un gioco al rialzo, ora aspettiamo di vedere quale sarà il testo finale, comunque sarà una legge monca". Così Fabrizio Marrazzo, presidente di Gay Center, commenta all'Adnkronos il dibattito politico sul ddl Cirinnà. Marrazzo prende parte alla manifestazione organizzata dalle associazioni Lgbt in piazza delle 5 lune, nei pressi del Senato.

A giudizio di Mario Colamarino, presidente del circolo 'Mario Mieli', "si snatura ancora di più la legge che è già priva del suo fulcro: è vergognoso togliere dal ddl la stepchild adoption e altro ancora, perché così la legge non esiste più".

'Giù le mani dalla Cirinnà' e 'Vogliamo tutto', questi alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti, giunti da Padova, Bologna, Napoli e da altre città d'Italia. Tra i presenti anche alcune 'famiglie arcobaleno', come quella formata da Ryan, i suoi due figli gemelli di 13 mesi e dal suo compagno. "Essere omosessuali - dice - non è incongruente con l'essere genitori. Siamo famiglie che hanno deciso di vivere apertamente questa esperienza, in maniera pulita e degna".

"Ci sentiamo traditi, il governo si assume la responsabilità di fare la legge con i catto-fascisti. Ancora siamo al buio e non sappiamo cosa avverrà in aula, sicuramente si aprirà una nuova stagione di lotta per i diritti civili", dice all'Adnkronos Rosario Coco, presidente di Anddos-GayNet Roma.

"Come faranno gli insegnanti a scuola a difendere un bambino di coppie omogenitoriali che verrà preso in giro dagli altri bambini perché lui non sarà per lo Stato parte di una famiglia? E' una vera e propria discriminazione legalizzata che permette l'esistenza di bambini di serie A e bambini di serie B", aggiunge Stefano, un altro manifestante. "State schiacciando una parte del Paese. Saremo qua anche tra un anno e non ci stancheremo di urlare la nostra presenza. Siamo stufi di essere trasparenti", urla un altro attivista al megafono.

Successivamente i manifestanti hanno oltrepassato le transenne e si sono diretti verso il Senato. Fermati dalle forze dell'ordine a circa 300 metri da Palazzo Madama, si sono seduti in terra bloccando il traffico. Dopo qualche attimo di tensione, la situazione è tornata tranquilla.

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