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Unioni civili, la denuncia: "Studenti obbligati a partecipare a cerimonia nell'aretino"

09 marzo 2016 | 17.08
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(Fotogramma)

"A Montevarchi, in provincia di Arezzo, gli studenti delle scuole sono stati fatti partecipare obbligatoriamente alla cerimonia di iscrizione della prima coppia gay nel registro delle unioni civili del Comune. Istituire il registro delle unioni, come ha recentemente fatto il Comune di Montevarchi, è una scelta discutibile ma legittima, così com'è legittimo iscriversi una volta istituito. Ciò che è inaccettabile è che ai ragazzi venga somministrata come attività didattica la partecipazione alla cerimonia di iscrizione da parte di una coppia gay: la scuola pubblica pagata con i soldi pubblici non deve e non può essere usata per diffondere le idee della lobby gay". Così il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Giovanni Donzelli interviene sull'iniziativa che si è svolta sabato scorso all'auditorium comunale di Montevarchi, e alla quale hanno partecipato tutti gli istituti scolastici del territorio.

"Con la scusa delle iniziative per la Festa della donna Montevarchi ha deciso di promuovere un'iniziativa provocatoria e senza alcun senso - sottolinea Donzelli - gli studenti hanno dovuto assistere anche alla proiezione del film 'Lei disse sì', documentario che racconta la storia di due ragazze e del loro matrimonio celebrato in Svezia. E poi l'iscrizione della prima unione civile di due persone residenti a Montevarchi, nella fattispecie omosessuali, celebrata dalla vicesindaco Elisa Bertini. Non si capisce assolutamente quale sia il senso di portare i ragazzi ad una iniziativa del genere, piuttosto che, ad esempio, alla premiazione delle coppie che hanno celebrato le nozze d'oro, che si è tenuta appena tre settimane prima".

"I dirigenti scolastici siano licenziati in massa, il sindaco per fortuna sta terminando il proprio mandato e a bocciare il suo operato ci penseranno gli elettori alle imminenti amministrative: la scuola è nata e deve continuare a diffondere valori condivisi - conclude Donzelli - non può essere luogo per sfogare i capricci della lobby gay".

"L'iniziativa di sabato scorso all'Auditorium Comunale, organizzata dal Comitato 8 marzo, al quale aderiscono anche l'Amministrazione Comunale di Montevarchi e l'Amministrazione Comunale di San Giovanni Valdarno, oltre ad altre associazioni, rientra all'interno delle celebrazioni della Festa della Donna 2016. Alle scuole che hanno partecipato all'iniziativa era stato preventivamente comunicato il programma della giornata e la loro è stata un'adesione libera e senza alcuna forzatura". Alle accuse risponde così Elisa Bertini, il vice sindaco di Montevarchi che replica con una nota alla presa di posizione del capogruppo regionale di FdI

"Durante la giornata si è parlato di diritti civili e si è presentato il percorso fatto dal Consiglio Comunale di Montevarchi e dalla Commissione pari opportunità che ha portato il 30/07/2015, dopo un percorso iniziato nel 2012, all'approvazione di un registro votato da parte di tutti i gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza, con un solo voto di astensione - si legge sempre nella nota diffusa da Bertini - Un percorso dunque, quello presentato agli studenti di educazione civica e di come a Montevarchi, su un tema così delicato e importante, si è riusciti a trovare una unità di intenti".

"Tanto che all'evento hanno preso parte anche le Commissioni Pari Opportunità delle due città, della Provincia di Arezzo e della Regione Toscana - conclude Bertini - Ricordiamo che all'interno delle Commissioni operano persone di tutte le estrazioni sociali e politiche".

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