cerca CERCA
Sabato 27 Novembre 2021
Aggiornato: 13:01
Temi caldi

Università, Giannini firma il decreto: via libera al reclutamento di 861 ricercatori

18 febbraio 2016 | 12.49
LETTURA: 5 minuti

alternate text
Il ministro Stefania Giannini (Fotogramma)

Via libera al piano straordinario per il reclutamento di 861 ricercatori universitari. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha firmato il decreto che dà attuazione a quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016. Si tratta di un’importante iniezione di risorse che consentirà, entro l’anno, di portare il numero di ricercatori di tipo b (tenure track) in servizio presso le Università statali dagli attuali 700 a più di 1.500.

"Ministro Giannini non si vanti dei miei risultati", l'ira della ricercatrice su Facebook

Si parla di ricercatori che le Università potranno poi confermare come professori associati dopo il contratto triennale. Lo stanziamento previsto, spiega il Miur in una nota, è infatti di 47 milioni per il 2016 e di 50,5 milioni a decorrere dal 2017 e copre anche il cofinanziamento per il passaggio al ruolo di professore di II fascia qualora, al termine del triennio, i ricercatori risultino in possesso dell’abilitazione scientifica e abbiano ricevuto la valutazione positiva da parte dei loro atenei.

“Con la Legge di Stabilità abbiamo ricominciato ad investire nel nostro capitale umano - dichiara il Ministro Giannini -. Il piano per il reclutamento straordinario di ricercatori di tipo b è un primo importante segnale, insieme allo sblocco del turn over dei ricercatori di tipo a, e ha l’obiettivo di portare energie nuove nella ricerca universitaria. I ricercatori di tipo b, con questo intervento, saranno più che raddoppiati. A questo piano si aggiungono le risorse che abbiamo stanziato per 500 cattedre di eccellenza e i fondi aggiuntivi per il reclutamento straordinario di professori di I fascia”.

Ricerca, Giannini: "Ministri non si vantano ma esprimono soddisfazione per i risultati"

Gli 861 posti da ricercatore sono così assegnati: 132 suddivisi fra le 66 università statali per un totale di 2 ciascuna, gli altri 729 sulla base della qualità della ricerca e della qualità delle politiche di reclutamento degli atenei come risultanti dalla VQR.

Il Ministro Giannini ha anche dato il via libera al decreto di riparto dei 6 milioni che la Legge di Stabilità stanzia, per il 2016, per il reclutamento straordinario di docenti ordinari. Almeno il 20% delle risorse è vincolato alla chiamata di professori che non appartengano all’organico dell’Università che assume. Si tratta di un provvedimento che, dopo il concerto con il Ministero dell’Economia e della Finanze, consentirà alle Università un reclutamento anche di professori di I fascia. Un quadro, quello delineato dal Governo, che raccoglie il plauso dei vertici accademici. "E' un segnale importante, è una reale immissione di capitale umano" è il leitmotiv di molti Rettori.

Rettore di Roma Tre, Mario Panizza - E' "una vera e propria iniezione di giovani nelle università" ma, soprattutto, "si rafforza la premialità ed il merito sia dei ricercatori che degli atenei" dando "un segnale importante in un Paese a basso numero di ricercatori ed alto tasso di 'fuga dei cervelli'" commenta Panizza con l'Adnkronos. "Con questo passo si disegna una strada più strutturata di politica della ricerca e di ringiovanimento anche della classe docente italiana" aggiunge Panizza, sottolineando che "questo reclutamento, destinato a ricercatori tra i 33 ed i 40 anni, è "un'immissione reale di capitale umano e "si potenzia di fatto anche la didattica, ringiovanendo il corpo docenti e innescando un circolo virtuoso di recuperi tra ordinari andati in pensioni e nuovi gruppi di professori".

Rettore dell'Università La Sapienza, Eugenio Gaudio - Accoglie "positivamente il segnale che arriva dal Governo" anche se, il Rettore dell'Università La Sapienza, Eugenio Gaudio avverte: "E' un primo segnale, ora servono altri passi". Tra i tanti settori dell'economia italiana, ricorda Gaudio, "l'Università è quella che è stata più compressa e l'Italia è indietro rispetto all'obiettivo dell'Ue di raggiungere, al 2020, il 40% di laureati fra i giovani tra i 25 ed i 34 anni". In questo scenario delineato da Bruxelles, osserva il Rettore della Sapienza, "la Francia e la Germania hanno già colto l'obiettivo, la Gran Bretagna è al 50%, mentre l'Italia è appena al 21%". Dunque, "ci vuole uno sforzo importante di investimenti sulla formazione superiore".

Pro Rettore Vicario Università di Parma, Giovanni Franceschini -Il decreto firmato da Giannini raccoglie il plauso anche dal numero due dell'Università di Parma, Giovanni Franceschini, che considera il piano "un atto concreto" per i giovani ricercatori, un segnale importante che "dà il Governo nel volere investire risorse su di loro". Franceschini però il esorta il Governo a "far ripartire l'Abilitazione scientifica nazionale, bloccata da due anni". E conditio sine qua non "per permettere a tutti i ricercatori di tipo b di giocare questa partita".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza