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Universita': Novelli, a Tirana non voglio Tor Vergata di serie B

28 marzo 2014 | 14.52
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Roma, 28 mar. (Adnkronos Salute) - Mentre i giovani aspiranti medici stanno sfruttando gli ultimi giorni per prepararsi ai test d'ingresso, il rettore dell'Università di Tor Vergata, Giuseppe Novelli sta studiando, insieme ai vertici dell'Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana, nuove regole per l'ateneo albanese, che coinvolgeranno studenti e docenti: "Perchè a Tirana non voglio una Tor Vergata di Serie B, nè scorciatoie per aspiranti camici bianchi. Ecco perchè stiamo stilando un nuovo protocollo d'intesa". Novelli ricorda all'Adnkronos Salute di aver 'ereditato l'accordo con Tirana. "Quest'anno abbiamo accolto una ventina di studenti dall'Albania, che dopo aver superato il concorso nazionale sono stati spalmati tra il secondo e il quarto anno".

Una procedura "che garantisce il rispetto delle condizioni affrontate da tutti gli studenti per frequentare il nostro ateneo". Diverso il caso della studentessa che ha fatto ricorso al Tar del Lazio per chiedere il trasferimento all'Università di Roma Tor Vergata senza aver mai sostenuto il test d'ingresso. Questo sulla base di docenti e corsi 'sovrapponibili'. Un modo però, secondo Novelli, per aggirare il numero chiuso. "Non mi sembra corretto: l'esame di accesso a Tirana è molto diverso dal nostro, ecco perchè ho fatto ricorso al Consiglio di Stato".

L'Università Cattolica NSBC, nata dalla convenzione di tre Atenei italiani, la Statale di Milano, Roma Tor Vergata e l'Università di Bari, ha programmi di studio, libri, docenti e lingua di insegnamento analoghi a quelli di Tor vergata. "Ma per altri versi restano molte differenze. Ecco perché, in quanto nuovo rettore, mi sono impegnato per un nuovo protocollo d'intesa che modifichi per prima cosa le modalità d'accesso. I test, per capirci, devono essere su standard europei, con quiz in inglese preparati in Gran Bretagna. Inoltre anche i docenti che lì insegnano devono essere contrattualizzati in base a un meccanismo chiaro di reclutamento. Ho chiesto poi che la parte di tirocinio professionalizzante sia svolta dagli aspiranti operatori sanitari in ospedali, laboratori e strutture di livello. Come accade da noi. All'Università albanese si diplomano 20-30 studenti l'anno, lo so perché firmo io i diplomi, e non deve trattarsi di medici, odontoiatri e operatori sanitari meno preparati dei nostri".

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