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Uova di cioccolato e colombe sulle tavole di Pasqua, occhio all'etichetta

16 aprile 2014 | 11.06
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Gli alimenti tipici da imbandire sulla tavola di Pasqua quali colombe, uova e carne di agnello saranno protagonisti anche quest'anno ma il biologico e laddove possibile, il Km zero saranno privilegiati. A segnalarlo è l'Adoc che prevede un 15% in più di prodotti regionali e locali a Km Zero, una tendenza che mira al risparmio, ma non solo, alla sostenibilità e alla tradizione enogastronomica territoriale. Secondo le stime dell'associazione, circa un pranzo su tre, sarà a base di prodotti esclusivamente locali.

In crescita anche i prodotti biologici, rispetto allo scorso anno è aumentato di circa il 10% il consumo. La riscoperta dell'agricoltura italiana si contrappone alla diminuzione di prodotti esteri o esotici, in primis la frutta. Stimiamo anche un aumento del consumo di prodotti equo-solidali e di prodotti acquistati tramite i GAS (gruppi d'acquisto solidali), segno di una rinnovata coscienza etica da parte dei consumatori italiani.

Alcuni consigli arrivano invece da un'altra associazione, l'Unione nazionale consumatori che avverte: è sempre bene leggere attentamente le etichette, facendo attenzione alla data di scadenza del prodotto e alla qualità del cioccolato. Solo il 'cioccolato puro' non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali; in caso contrario, deve essere riportata la dicitura 'contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao', dicitura che deve essere ben visibile e chiaramente leggibile in modo da essere di facile e immediata consultazione per il consumatore.

Nè va dimenticato che l'etichetta può fornire indicazioni utili anche sul prezzo adeguato del prodotto: considerato il contenuto in cacao della cioccolata (inferiore al 50%) e valutati i costi di produzione, di confezione e della sorpresa, un prezzo ragionevole dovrebbe aggirarsi tra i 35 e i 45 euro al Kg.

Un discorso analogo si può fare con le colombe i cui costi possono variare in funzione non tanto della qualità e della sicurezza, quanto delle strategie di vendita. E' infatti possibile trovare una colomba della stessa marca con prezzi molto diversi tra i vari punti di vendita: in alcuni casi si tratta di vendite 'civetta' per indurre i consumatori a fare altri acquisti nello stesso esercizio commerciale. Bisogna soltanto evitare di abboccare e di limitarsi ad acquistare soltanto i prodotti i cui costi sono effettivamente convenienti.

"Per quanto riguarda l'agnello esistono diversi tipi di carni ovine o caprine: l'agnello da latte (abbacchio) pesa dagli otto ai dodici kg ed ha 4-5 settimane di vita; l'agnello pesante ha un peso dai 12 ai 20 kg ed ha 7-8 settimane; ci sono poi gli agnelloni che possono arrivare fino a 35 kg ed hanno fino a sei mesi, mentre sopra gli otto mesi c'è il castrato. Evidentemente i costi di produzione delle diverse tipologie di carne sono molto diversi e dovrebbero riflettersi sui costi per il consumatore finale. Attualmente parte della carne ovina in commercio è di importazione e diviene sempre più difficile per il consumatore riuscire a distinguere i diversi tipi di carne. Non si può escludere che venga venduta carne di agnellone, magari importato dall'Australia, come agnello. Si tratta quindi di fare molta attenzione e confidare nella serietà dei rivenditori.

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