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Trump lancia offensiva protezionistica anche contro la Cina

31 marzo 2017 | 07.29
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(Afp)

"L'incontro della prossima settimana con la Cina sarà molto difficile, non possiamo più avere enormi deficit commerciali". Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lancia un avvertimento che più esplicito non si può al presidente cinese Xi Jinping - che riceverà il 6 e 7 aprile prossimi nella sua residenza in Florida di Mar-a-Lago - con due tweet, nei quali lamenta anche "la perdita di posti di lavoro". "Le società americane devono essere pronte a guardare ad altre alternative", sostiene.

Dopo le minacce di dazi imposti a beni "made in Eu", Donald Trump avvia ufficialmente la politica protezionistica dell'America First che ha promesso nella campagna elettorale. Il presidente americano firma oggi infatti due decreti esecutivi per una revisione della politica commerciale americana tesa ad individuare "abusi" che contribuiscono al deficit commerciale Usa di 500 miliardi di dollari. E analizzare quindi i disavanzi commerciali con una lista di Paesi, in primis la Cina ma anche la Germania, e altri Paesi europei e del G7 tra i quali l'Italia.

Una revisione che prelude, in linea con il "nazionalismo economico" che Trump ha promesso, a decisioni in materia di tariffe e accordi commerciali che potrebbero portare molto indietro le lancette dalla globalizzazione. Anche la tempistica della firma di questi decreti non è casuale: avviene infatti a pochi giorni dal summit con Xi Jinping.

Insomma, il presidente intende mandare un forte segnale alla base che lo ha eletto con un mandato fortemente populista e anti-globalizzazione alla vigilia dell'incontro con il presidente del Paese che è stato così tante volte durante la campagna elettorale nel mirino dei suoi attacchi.

In ogni caso, però, sottolineano gli esperti, il linguaggio dei due ordini esecutivi riflette contenuti e soprattutto toni molto più addolciti rispetto all'infiammata retorica elettorale, quando Trump minacciava guerre commerciali con Cina e Messico.

Il primo ordine esecutivo darà indicazioni al dipartimento per il Commercio e il neonato consiglio della Casa Bianca per il commercio di "identificare tutte le forme di abusi commerciali e pratica non reciproca che contribuisca al deficit commerciale Usa", secondo quanto spiegato dal segretario al Commercio Wilbur Ross.

Gli Stati Uniti hanno grandi deficit commerciali con molti Paesi da cui importa ma dove non riesce ad esportare i suoi prodotti molto più costosi di quelli che producono internamente. Ma Trump ha detto che il deficit con Messico e Cina è provocato dal fatto che questi Paesi si approfittano degli Stati Uniti ed ha promesso una posizione molto più dura, minacciando nuove tariffe e dazi.

Ross ha spiegato che la revisione sarà completata in 90 giorni e poi si presenterà al presidente una lista "dettagliata di cause e di prodotti Paese per Paese". Il ministro ha sottolineato che non si intende mettere la Cina o nessun altro Paese nel mirino, ma ha comunque citato il grande disavanzo commerciale che esiste con Pechino. Poi ha spiegato che verranno analizzati i disavanzi anche di molti altri Paesi, tra i quali Germania - con cui ha un forte deficit commerciale come Giappone, Corea del Sud - ma anche, tra gli altri, Italia, India, Francia, Canada.

Il secondo ordine esecutivo ordina una revisione delle politiche anti-dumping, cioè la pratica di ottenere attraverso artifici la vendita all'estero di prodotti a prezzi inferiori di quelli del mercato interno. L'idea è che finora non sono state applicate con sufficiente forza le regole esistenti, ha spiegato Peter Navarro, che guida il consiglio della Casa Bianca per il commercio. "Il problema non sono solo i soldi che perde il Tesoro - ha detto - il fatto è che i lavoratori e i produttori americani che dovevano essere protetti da queste ingiuste pratiche commerciali non sono stati protetti".

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