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Usa, convention repubblicana: "Dem vogliono distruggere l'America"

25 agosto 2020 | 07.51
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Kimberly Guilfoyle, fidanzata di Donald Trump jr: "Vogliono rubare la vostra libertà". Nikki Haley: "America non è Paese razzista"

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(Afp)

I democratici "vogliono distruggere questo Paese e tutto quello per cui abbiamo combattuto". Nella notte di apertura della convention repubblicana, dopo l'intervento a sorpresa di Donald Trump, è stata Kimberly Guilfoyle, ex conduttrice di Fox News fidanzata con Donald Trump jr, a guidare l'attacco contro il partito d'opposizione e il candidato Joe Biden.

"Vogliono rendervi schiavi dell'ideologia liberal, debole e dipendente, fino al punto in cui non riconoscerete più voi stessi", ha aggiunto, accusando il partito democratico e Biden di voler togliere i fondi alla polizia. E di voler "controllare quello che vedete e pensate e controllare come vivete". "Vogliono rubare la vostra libertà", ha concluso il suo attacco a "Biden, Harris e al resto dei socialisti che cambieranno fondamentalmente questa nazione".

L'America "non è un Paese razzista" ha rivendicato sul palco della convention repubblicana Nikki Haley, la repubblicana, ex ambasciatrice all'Onu di Donald Trump, che è considerata una potenziale candidata alla Casa Bianca per il 2024. Portando come esempio di "speranza" la storia della sua famiglia arrivata dall'India, Haley, che è stata la prima governatrice non bianca del South Carolina, ha detto che "per la maggioranza dei democratici ora è di moda dire che l'America è razzista, è una bugia".

"Questa è una cosa personale per me che sono una figlia orgogliosa di immigrati indiani", ha continuato raccontando come i suoi genitori si siano fatti strada "nonostante discriminazioni e difficoltà" in una piccola cittadina del Sud. "L'America ha una storia che è un work in progress - ha continuato - ora è il momento di costruire su questo progresso e rendere l'America ancora più libera, giusta e migliore per tutti".

Haley, comunque, ha usato toni molto più moderati di quelli di Trump e dei suoi fedelissimi, e per esempio nel suo discorso ha ricordato che quando era governatrice ha deciso di togliere la bandiera confederata, perché "simbolo divisivo", dalla sede del governo dopo una strage compiuta da un suprematista bianco in una chiesa afroamericana di Charleston.

Fu fatto in "modo pacifico e rispettoso", ha aggiunto affermando che "l'America non è perfetta, ma sono perfetti i principi che abbiamo cari. Se c'è una cosa che ho imparato è che, anche nel nostro giorno peggiore, siamo benedetti per il fatto di vivere in America".

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