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Usa: corrispondenti Casa Bianca lamentano ingerenze portavoce

24 settembre 2014 | 14.58
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Figure tradizionali, ed indispensabili, della sala stampa della Casa Bianca, i "pooler", cioè i giornalisti che, a turno, seguono gli eventi del presidente americano poi diffondendo i resoconti ai colleghi, lamentano un'eccessiva ingerenza degli addetti stampa di Barack Obama. Da decenni infatti la copertura di gran parte degli eventi, viaggi e incontri ufficiali del presidente funziona con il sistema dei "press pool".

Ma i pooler prima di poter inviare i propri appunti e "virgolettati" ai colleghi devono inviarli all'ufficio stampa della Casa Bianca che poi li inoltra alla mailing list di giornalisti. Gli addetti stampa del presidente hanno quindi la possibilità di sollevare obiezioni sui pezzi e quindi bloccarli, cosa che in effetti è successa - lamentano i cronisti - con maggiore frequenza con questa amministrazione. Anche se si è sempre comunque trattato di questioni di poca importanza, in seno alla White House Corrispondent Association, che riunisce i giornalisti accreditati alla Casa Bianca, si è avviato un dibattito riguardo alla necessità di cambiare le regole e ridurre le possibilità di ingerenza da parte degli addetti stampa presidenziali.

Tra gli incidenti ricordati, un resoconto bloccato perchè il giornalista non voleva togliere una battuta fatta dal presidente riguardo ai voti elettorali per vincere le presidenziali durante uno scambio di battute con i giornalisti sull'Air Force One. Per la Casa Bianca si trattavano di dichiarazione off the records. Oppure nel viaggio in Asia del 2011, l'inviato del Washington Post ebbe problemi con due resoconti, tra i quali uno in cui aveva scritto che la first lady era andata ad allenarsi in palestra. Un'informazione troppo privata, secondo i portavoce.

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