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Usa, dem spingono per rimuovere Trump ma Biden frena

08 gennaio 2021 | 13.12
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Leader Congresso per 25esimo emendamento o impeachment, ma il presidente eletto non vuole spaccare il Paese

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(Foto Fotogramma)

Mancano appena 12 giorni all'insediamento di Joe Biden, ma la temperatura politica a Washington è a livelli altissimi, con i leader democratici del Congresso che chiedono a gran voce la rimozione di Donald Trump per aver incitato i suoi sostenitori ad assaltare Capitol Hill. La Speaker Nancy Pelosi e Chuck Schumer, che presto sarà il leader della maggioranza al Senato, hanno detto chiaramente che se non verrà invocato il 25esimo emendamento per trasferire i poteri a Mike Pence, si procederà ad un secondo impeachment di Trump.

Il fatto è però che il presidente eletto - che ieri ha espresso una nuova durissima condanna dell'insurrezione e del ruolo avuto da Trump - sarebbe, secondo quanto fanno trapelare dal suo entourage, contrario ad entrambe le azioni che rischierebbero di dividere e esacerbare ulteriormente l'America alla vigilia dell'inizio della sua presidenza che lui da settimane promette destinata a ricostruire e riunire.

La strada del 25esimo emendamento appare poi tutta in salita anche perché appare difficile che, ammesso che il vice presidente sia convinto, trovare gli otto ministri disposti a sostenere l'iniziativa, secondo quanto previsto dalla sezione 4, mai applicata, dell'emendamento.

Un segnale in questo senso è arrivato dal fatto che alla lunga lista di ministri e collaboratori che da mercoledì si stanno dimettendo - con una tardiva presa di distanza dall'attacco di Trump alle legittime elezioni - vi sia Elaine Chao, ministro dei Trasporti e moglie del leader repubblicano al Senato Mitch McConnell.

Secondo alcuni osservatori infatti, la moglie del leader del Senato, che si è opposto sempre tardivamente ai tentativi di Trump e dei suoi irriducibili di rovesciare gli esiti elettorali, avrebbe potuto avere un ruolo chiave nel tentativo di raccogliere all'interno del consiglio dei ministri sostegno alla rimozione del presidente che rimane sempre più isolato ma, ricordando a Washington, continuerà fino all'ultimo ad avere accesso ai codici nucleari.

Per questo Pelosi, che ha parlato dopo Schumer e dopo l'annuncio delle dimissioni, che avranno effetto comunque da lunedì, ha messo più enfasi sulla via di un impeachment lampo. Secondo alcuni, i democratici potrebbero decidere di bypassare completamente la fase istruttoria della Camera, approvando l'impeachment con una risoluzione, una cui bozza sta già circolando tra i deputati democratici.

Ma poi passerebbe al Senato - che in teoria è dove sono necessari i due terzi dei voti per la condanna. C'è chi dice che il processo di impeachment potrebbe continuare anche dopo la fine del mandato. Alla fine l'impeachment avrebbe un effetto più forte del 25esimo emendamento perché impedirebbe a Trump, se condannato, future candidature.

Il fatto che negli ultimi giorni di una presidenza il dibattito politico sia concentrato sulla discussione su come fare a rimuovere il presidente prima è il segnale dell'urgenza e della preoccupazione di quanto altro possa fare e provocare Trump - dopo che 5 persone sono rimaste uccise nell'assalto al Congresso - a in questa manciata di giorni.

Tanto che una testata conservatrice come il Wall Street Journal ha chiesto al presidente di "andarsene in silenzio", seguendo l'esempio di Richard Nixon, risparmiando al Paese le divisioni ed i contrasti di un nuovo impeachment.

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