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Usa, giudice dice no a richiesta Fbi di sbloccare iPhone spacciatore

01 marzo 2016 | 12.00
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Foto di repertorio (Fotogramma) - FOTOGRAMMA

Un giudice federale americano ha respinto la richiesta dell'Fbi di ordinare alla Apple di sbloccare l'iPhone di uno spacciatore di cristalli di metanfetamina, il cui caso è ancora in corso, nonostante si sia dichiarato colpevole. La sentenza del giudice James Orenstein - arrivata proprio mentre è in corso il braccio di ferro tra l'azienda di Cupertino e l'Fbi, che ha ordinato che venga sbloccato il telefono del killer di San Bernardino - ha respinto il tentativo del dipartimento di Giustizia Usa (DoJ) di avere accesso all'iPhone di Jun Feng.

Nel caso di Feng, contro cui la sentenza è prevista per aprile, il dipartimento ha chiesto che la Apple aiutasse le indagini facendo ricorso all''All Writs Act' (Awa), una legge di 227 anni fa, utilizzata anche dall'Fbi per l'inchiesta di San Bernardino, che nell'ambito di procedimenti giudiziari consente ai tribunali di chiedere aiuto - ad esempio assistenza tecnica - a terzi. La decisione di Orenstein è arrivata poche ore prima che il direttore dell'Fbi James Comey e il vice presidente della Apple con la delega alle questioni legali e di sicurezza globale Bruce Sewell testimonino al Congresso.

Il giudice ha citato almeno una delle questioni chiave cui sta facendo ricorso anche l'azienda statunitense: l'Awa non può essere utilizzata per ordinare a una società di tecnologia di manipolare i suoi prodotti. Nel frattempo, il governo ha già fatto sapere che presenterà ricorso per la sentenza di Orenstein.

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