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Usa: manager rinuncia a 900mila dollari per aumentare salario dipendenti

15 aprile 2015 | 19.55
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Così Dan Price, fondatore e Ceo di Gravity Payments, potrà garantire a tutti i 120 dipendenti della società un 'salario minimo' di almeno 70mila dollari all'anno, lo stesso che da oggi in poi avrà lui stesso. "C'e' troppa diseguaglianza salariale in America, dovevo fare qualcosa", ha detto spiegando di essere sicuro che la mossa aumenterà la produttività della società, permettendogli così di tornare al salario milionario

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Foto dal sito di Gravity Payments

Nell'America in cui è forte, e animato, il dibattito sul salario minimo, con i dipendenti dei fast food, tradizionalmente i lavoratori meno pagati del Paese, che oggi tornano a scioperare, è una sorta di raggio di sole la storia del manager che si è autoridotto di 930mila dollari il salario per poterlo alzare a tutti i suoi dipendenti. Così Dan Price, fondatore e Ceo di Gravity Payments, potrà garantire a tutti i 120 dipendenti della società un 'salario minimo' di almeno 70mila dollari all'anno, lo stesso che da oggi in poi avrà lui stesso.

Il giovane imprenditore di Seattle ha conquistato i titoli dei giornali americani spiegando di essere arrivato a questa decisione dopo aver pensato a lungo al problema che, secondo molti economisti liberal, è diventato sempre più urgente negli Stati Uniti, e non solo, della crescente diseguaglianza salariale tra i manager e gli altri lavoratori. Secondo alcune stime un manager guadagna 350 volte di più di un lavoratore medio americano.

"C'é più diseguaglianza oggi di quanto ce ne sia mai stata dalla Grande Recessione - ha detto intervistato dall'Huffington Post - da un po' di tempo riflettevo su questo ed ad un certo punto ho deciso che non potevo più far trascorrere un giorno senza fare nulla". La decisione di fissare il salario ideale a 70mila dollari all'anno non è stata casuale: la cifra praticamente corrisponde ai 75mila dollari annui indicati da uno studio dell'Università di Princeton di qualche anno fa come il traguardo ideale per potersi assicurare una vita tranquilla e felice.

Per Price la rinuncia ai guadagni milionari non è destinata a cambiare il suo stile di vita che non era del resto cambiato da quando aveva fondato, nel 2004, la sua compagnia, continuando a guidare un'auto di 12 anni. Ma comunque la sua non è solo una motivazione filantropica o idelogica: è convinto che con un gruppo di lavoro più soddisfatto e realizzato economicamente la società crescerà più rapidamente.

E potrà tornare al vecchio salario: "Ci saranno dei sacrifici, ma una volta che i profitti della compagni torneranno ai livelli di 2,2 milioni, tornerà il mio salario. E' questa è una buona motivazione". "Questa è una soluzione capitalista ad un problema sociale, che sono convinto che alla fine si ripagherà da sé", ha concluso.

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