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Usa, Piepoli: "Trump-Biden? Mai affidarsi ai sondaggi"

28 settembre 2020 | 13.42
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Foto AFP

"Mai affidarsi ai sondaggi". Esordisce così, Nicola Piepoli, uno dei principi dei sondaggisti italiani, per parlare del voto che a novembre confermerà alla presidenza Usa Donald Trump o, come al momento sembrano suggerire le previsioni, consegnerà la Casa Bianca a Joe Biden. Nell'analizzare le intenzioni di voto degli americani, spiega Piepoli all'Adnkronos, conviene più affidarsi all'"etnografia" e al metodo "molto scientifico" di Alexis de Tocqueville, l'autore de 'La democrazia in America'. Insomma, per capire chi sarà il prossimo presidente Usa, occorre rispolverare il testo del 1835.

"Sono un habitué delle elezioni americane", dice Piepoli, che rivendica di avere indovinato "per primo" e "due ore dopo la chiusura dei seggi" l'esito delle elezioni del 2012, quando Barack Obama venne riconfermato per un secondo mandato. Il segreto, spiega, fu concentrarsi su "quattro stati marginali".

Per quanto riguarda il voto di novembre, Piepoli spiega che nella realizzazione dei sondaggi "c'è un elemento abbastanza trascurato, ed è che gli Stati Usa si assomigliano molto tra loro. Ci sono almeno 35 Stati che possono essere scambiabili. Quelli che rimangono indipendenti sono i 13 Stati fondatori".

Ma come si traduce tutto questo rispetto al voto di novembre e in vista del primo duello tv tra Trump e Biden di martedì sera? "Il momento è un momento in cui è chiaro chi è il vincitore e chi è il perdente, però non è così chiaro nella mente degli elettori". Tra Trump e Biden, profetizza il sondaggista, sarà "un testa a testa tra due diverse filosofie".

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