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Usa, primarie Gop: sconfitta Liz Cheney, la repubblicana anti Trump

17 agosto 2022 | 08.16
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Il Taycoon attacca: "Ora può scomparire nell'oblio". Ma per la figlia ex vice presidente si potrebbe profilare una candidatura alla Casa Bianca

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(Foto Afp)

Liz Cheney, front runner della minoranza interna repubblicana avversaria di Donald Trump al Congresso, è stata sconfitta alle primarie Gop in Wyoming dall'avversaria sostenuta dall'ex presidente Usa, Harriet Hageman, fedelissima di Trump e convinta sostenitrice della tesi del complotto elettorale contro il Tycoon.

"Le primarie sono finite, ma ora inizia il vero lavoro", ha detto la figlia dell'ex vice presidente Dick Cheney ammettendo la sua sconfitta e affermando che ora farà "qualsiasi cosa necessaria" per impedire che Donald Trump si avvicini di nuovo alla presidenza. "Due anni fa ho vinto queste primarie con il 73% dei voti, avrei potuto fare lo stesso di nuovo, la strada era libera ma sarebbe stato necessario appoggiare le bugie di Trump sulle elezioni del 2020", ha detto la figlia dell'ex vice presidente parlando alla folla dei suoi sostenitori. "Sarebbe stato necessario che io fossi complice con gli sforzi in corsi per sovvertire il nostro sistema democratico ed attaccare le fondamenta della nostra Repubblica, e questo è un cammino che non avrei mai potuto prendere - ha aggiunto tra gli applausi - nessun seggio alla Camera, nessun incarico è più importante dei principi che abbiamo giurato di proteggere".

Nelle scorse settimane, Dick Cheney - che aveva iniziato la sua carriera come deputato del seggio che sua figlia aveva vinto facilmente per tre volte prima della sconfitta di ieri - ha definito Trump la più grande "minaccia alla nostra repubblica", dicendosi fiero che la figlia si "è schierata a difesa della verità, di quello che giusto, onorando il suo giuramento sulla Costituzione quando così tanti nel nostro partito hanno paura di farlo".

TRUMP ATTACCA - "Liz Cheney dovrebbe vergognarsi di se stessa, del modo in cui si è comportata, delle sue parole cattive e ipocrite: ora finalmente potrà sparire nei meandri dell'oblio politico dove, sono sicuro, sarà molto più felice di quanto lo sia ora. Grazie Wyoming!", esulta Trump su Truth Social. Anche altri leader repubblicani hanno esultato per la sconfitta della 'traditrice': "congratulazioni ad Harriet Hageman perla consistente vittoria alle primarie in Wyoming sul burattino di Nancy Pelosi, Liz Cheney", ha dichiarato Elise Stefanik, la deputata di New York, anche lei come Hageman fedelissima di Trump, che nei mesi scorsi ha preso il posto della figlia dell'ex vice presidente come numero 3 del partito repubblicano.

CORSA CASA BIANCA - La sconfitta di Cheney, che dopo il suo sostegno all'impeachment di Trump per l'assalto al Congresso è stata rimossa dalla leadership repubblicana alla Camera, per alcuni potrebbe aprire ad una sua possibile candidatura alla Casa Bianca, sostenuta da finanziatori conservatori anti Trump.

Figlia dell'ex vice presidente Dick Cheney, Liz è stata uno degli astri nascenti del partito repubblicano fino a quando non si è messa alla guida della piccola fronda, 10 deputati, che hanno votato per il secondo impeachment di Donald Trump per l'assalto al Congresso. Ora è la presidente della commissione d'inchiesta che potrà raccomandare la sua incriminazione per il 6 gennaio.

Una posizione che le è già costato l'incarico di numero 3 del partito. Eletta al terzo mandato, ed arrivata in poco tempo ai vertici del partito, Cheney, che ha 56 anni, fino a due anni fa non avrebbe mai immaginato di poter perdere il seggio in quello che viene considerato il feudo politico di famiglia.

La repubblicana però si sta mostrando indomita di fronte alla sconfitta, soprattutto perché l'essere diventata il volto del movimento, esiguo ma in un certo modo influente, anti-Trump conservatore le ha conquistato nuove alleanze, con molti che non escludono la possibilità di una sua candidatura di rottura alle primarie presidenziali del 2024. "Prenderò la decisione sul 2024 strada facendo", ha risposto nelle scorse settimane ad una domanda diretta della Cnn.

La figlia del vice presidente di George W. Bush - che molti in quegli otto anni di mandato considerarono il vero timoniere dell'amministrazione repubblicana - comunque non nasconde di considerare una sua missione bloccare una nuova candidatura di Trump alla Casa Bianca. "Si tratta del pericolo che costituisce per il Paese e non può più essere neanche vicino al potere", ha detto durante un comizio a giugno parlando di Trump.

Alcuni dei finanziatori repubblicani che si oppongono a Trump - tra i quali spicca il creatore di LinkedIn, Reid Hoffman - stanno già valutando effettivamente la possibilità di sostenere una candidatura di Cheney.

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